Autore Redazione
venerdì
7 Dicembre 2018
20:58
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Cronaca - Casale Monferrato

Premio Luisa Minazzi: Giovanni De Feo ambientalista dell’anno

Docente universitario, De Feo è stato ideatore e promotore del progetto di educazione ambientale "Greenopoli"
Premio Luisa Minazzi: Giovanni De Feo ambientalista dell’anno

CASALE MONFERRATO – Giovanni De Feo ha vinto il premio “Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno”, assegnato nella Sala Consiliare del Comune di Casale Monferrato. Il Premio ha segnato il momento conclusivo della seconda edizione del Festival della virtù civica, che ha animato la cittadina piemontese da domenica 2 dicembre ad oggi.

A ricevere il riconoscimento, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia insieme al Comitato organizzatore che raccoglie un’ampia rete di associazioni locali del Monferrato casalese, è stato lo stesso De Feo, docente universitario, ideatore e promotore del progetto di educazione ambientale Greenopoli.

A lui sono andate, infatti, 1.765 preferenze sul totale delle circa 7.000, più del doppio rispetto alla scorsa edizione, giunte da tutta Italia, nell’arco di due mesi, alla Segreteria organizzativa, fra schede inviate per posta, votazione online e tramite le urne allestite in diversi luoghi del Casalese.

Giovanni De Feo insegna Ecologia Industriale presso il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica e
Ingegneria gestionale della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno. Ma la sua capacità di divulgare, in maniera semplice e convincente, i principi della sostenibilità non conosce confini generazionali.
Apprezzato per la sua competenza dagli adulti, De Feo è amatissimo anche dai più giovani, ai quali si rivolge attraverso il progetto di educazione ambientale Greenopoli (www.greenopoli.it), da lui ideato e promosso. Grazie al web e ad incontri dal vivo a base di rap e narrazioni, De Feo riesce così a trasmettere a bambini e ragazzi concetti a volte molto complessi sensibilizzandoli sulle tematiche ambientali.

A maggio 2018 è stato nominato Socio Onorario dell’Associazione Italiana di Scienze Ambientali – AISA. Per l’attività di divulgazione ambientale con il metodo Greenopoli, nel 2018 ha ricevuto i premi Vesuvio Verde, Anfiteatro d’argento, Premio Internazionale Prata.

E’ stato un anno fortunato, di grandi soddisfazioni personali e professionali” ha detto De Feo “Qui a Casale ho trovato persone belle, ricche di umanità. Con Greenopoli ogni anno incontro diecimila studenti, i più giovani hanno capacità di comprensione immediata, sono i bambini che mi insegnano. Questo metodo, che consiste nell’andare a scuola e lasciarsi prendere per mano dai bambini, è il modo per arrivare a cambiare i grandi”.

Oltre a Giovanni De Feo, erano candidati al Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno 2018: Vincenzo
Cordiano, specialista nel campo dei tumori del sangue, il cui grido d’allarme ha portato il Consiglio dei Ministri
a dichiarare lo stato di emergenza per i Pfas in Veneto; Marcello Dondeynaz, che insieme al comitato “Ripartire dalle Cime Bianche” di cui è referente, lotta per la tutela di uno degli ultimi lembi incontaminati sul versante meridionale del Monte Rosa; Salvatore Gullì, che come commissario prefettizio sta aiutando la comunità di San Luca, in Aspromonte, a guardare al futuro e a non piegarsi alla ‘ndrangheta; Francesco Panella, dedito da sempre alla tutela delle api e tra i protagonisti della battaglia che ha portato a maggio allo stop della Ue alle tre molecole insetticide più utilizzate al mondo e nocive per questi insetti; VenTo, la dorsale cicloturistica italiana di EuroVelo 8, che punta a collegare Venezia a Torino per 700 chilometri lungo il Po; Recup, il servizio di recupero degli alimenti invenduti nei mercati rionali da donare a chi ne ha bisogno; Guendalina Salimei, architetto che ha riprogettato in ottica comunitaria il quarto piano del Corviale, nella periferia romana, per strapparlo al degrado.

Il Premio Ambientalista dell’Anno, che è alla dodicesima edizione, è intitolato dal 2012 a Luida Minazzi, direttrice didattica, ambientalista ed amministratrice comunale casalese, ha lottato duramente prima di arrendersi nel 2010 al mesotelioma, una sorte beffarda per chi come lei ha trascorso la vita battendosi contro l’amianto.

La cerimonia del Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno è stata aperta dal saluto in video del
Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, finalista nel 2015, che, nell’invitare il vincitore del premio a Roma per
conoscerne la storia, ha ricordato la sua esperienza a Casale e sottolineato l’importanza di avere una visione
nella tutela ambientale. La premiazione ha visto gli interventi della sindaca di Casale Monferrato Titti Palazzetti,
dell’assessora all’ambiente Cristina Fava, del presidente dell’Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino Francesco Bove, del direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti, del direttore
di Legambiente Piemonte Giampiero Godio, del direttore generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto. Franco
Pistono (ARPA Piemonte), ideatore di musica d’ambiente e compositore della canzone per il Parco Eternot di
Casale Monferrato ha curato un intermezzo musicale. Silvia Barruscotto ha raccontato il progetto casalese
Urban Regeneraction, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e esempio di virtù civica.

La premiazione ha siglato il momento conclusivo del Festival della virtù civica, il cui obiettivo è valorizzare la presenza a Casale Monferrato dei finalisti chiamandoli a condividere le loro storie ed esperienze unitamente a quelle di altri significativi esempi di impegno civile.

Grazie ad un fitto calendario con quattordici appuntamenti (tavole rotonde, convegni, presentazioni di libri, concerti, videoproiezioni ed una mostra) ed oltre trenta ospiti, il Festival ha coinvolto dal 2 dicembre ad oggi un pubblico trasversale, con particolare attenzione al mondo della scuola.

«Il Festival della virtù civica ha portato alla ribalta otto splendide storie di cambiamento – commentano Marco
Fratoddi, Vittorio Giordano e Gian Paolo Minazzi che coordinano il gruppo di lavoro dell’Associazione Amici di Luisa – La bellezza del Festival è data dal fatto che ha messo veramente in contatto ravvicinato gli ospiti e i cittadini. Molto apprezzati anche i momenti di ospitalità presso alcune famiglie del Monferrato. Forte il coinvolgimento degli studenti, di ogni età, che hanno partecipato ai numerosi incontri. Crediamo infatti che il nostro slogan “le persone sono il cambiamento” si rifletta proprio nella parte di popolazione che guarda al futuro».

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