Autore Redazione
martedì
24 Settembre 2019
18:16
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Cronaca - Alessandria

L’estate anomala rende raro il miele piemontese: verso il -70% della produzione

Le calamità naturali quest'anno sono cresciute dell'84% rispetto all'anno scorso
L’estate anomala rende raro il miele piemontese: verso il -70% della produzione

PIEMONTE – Le api sono gli insetti più preziosi sulla Terra e l’ultima estate non è stata generosa con loro. L’assenza di piogge, le grandinate e le temperature anomale rischiano infatti di portare la produzione del miele al -70%. Lo afferma Coldiretti Piemonte, allarmata per le aziende del settore, insidiate dalla concorrenza dei paesi esteri, in particolare la Cina e l’Est Europa. L’associazione ha invitato la Regione a richiedere lo stato di crisi per aiutare l’economia agricola piemontese, fortemente minacciata dai bruschi cambiamenti climatici.

Gli eventi naturali critici sono aumentati dell’84% rispetto all’anno precedente e sono stati in tutto 841, creando grossi problemi ai coltivatori del territorio.

“A risentirne particolarmente sono, sicuramente, la produzione di miele ed il comparto frutticolo – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale. Potremmo arrivare addirittura al 70% in meno di miele quest’anno proprio perché le api hanno subito particolarmente gli sfasamenti climatici. Il rischio è quello di incrementare l’arrivo di miele estero: a far, infatti, concorrenza al miele Made in Piemonte non è solo la Cina, ma anche l’Est Europa da cui proviene una gran quantità di miele a basso costo e che non rispetta i nostri standard qualitativi. Certo, sarà un miele piemontese di elevata qualità per questo invitiamo i consumatori a prestare attenzione all’etichetta, poiché l’indicazione d’origine è obbligatoria per il miele, e di privilegiare gli acquisti presso i punti di vendita diretta Campagna Amica in azienda o nei mercati. Per quanto riguarda la frutta, invece, abbiamo registrato prezzi alla produzione inferiori ai costi sostenuti dalle imprese agricole, tempi di pagamento dilazionati all’inverosimile ed emergenze di carattere fitosanitario. Visto, dunque, lo scenario, riteniamo fondamentale che la Regione, come abbiamo chiesto al presidente Cirio e all’assessore Protopapa, riconosca lo stato di crisi per il comparto apistico e frutticolo ed attivi, al più presto, tutte le misure necessarie per venire incontro alle necessità delle nostre imprese che stanno facendo fronte a queste criticità”.

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