Autore Redazione
venerdì
30 Aprile 2021
18:21
Condividi
Cronaca - Alessandria

La variante più diffusa in Italia è quella inglese. Iss: “Necessario monitorare”

La variante più diffusa in Italia è quella inglese. Iss: “Necessario monitorare”

ROMA – Da una nuova indagine condotta dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dal Ministero della Salute emerge che in Italia la variante inglese del Covid è la più diffusa. La percentuale, infatti si attesta al 91,6%: l’Iss sottolinea che è necessario monitorare con attenzione. Poco diffusa, invece, la variante brasiliana, con una percentuale intorno al 4,5% dei casi. Lo scorso 15 aprile, la mutazione inglese del virus (B. 1.1.7) era in crescita rispetto all’86,7% del 18 marzo, con valori che oscillavano, tra le singole Regioni, tra il 77,8% e il 100%. Quella brasiliana (P.1), invece, la prevalenza era del 4,5%, mentre le altre sono monitorate sotto lo 0,5%, con un caso di variante indiana (B.1.617.2) e 11 di quella nigeriana (B.1.525).

L’indagine, condotta anche insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate, ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione. L’Iss ricorda che è stato chiesto ai vari laboratori di Regioni e Province autonome di selezionare sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus. Alla ricerca, in tutto, hanno partecipato le 21 Regioni/Pa e 113 laboratori.

In una nota relativa all’indagine si legge che “nel contesto italiano in cui la vaccinazione sta procedendo, ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguate”. Continua: “Nell’attuale scenario europeo e nazionale, caratterizzato dalla emergenza di diverse varianti, è necessario continuare a monitorizzare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali e internazionali e con le indicazioni ministeriali, la circolazione delle varianti del virus Sars-CoV-2”.

Condividi