Autore Redazione
mercoledì
26 Maggio 2021
05:22
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Cronaca - Alessandria

Per i piemontesi aumenta il timore di perdere il lavoro a causa della crisi

Per i piemontesi aumenta il timore di perdere il lavoro a causa della crisi

PIEMONTE – Nel mese di febbraio 2021 l’Ires Piemonte (Istituto di ricerche economiche e sociali) si è impegnato a svolgere delle interviste in merito alla paura di perdere il lavoro che affligge i piemontesi in questo periodo di crisi a causa della pandemia legata al Covid-19. Dai dati emerge una maggiore sfiducia e preoccupazione per gli abitanti delle province di Vercelli, Torino e Alessandria. Ma proviamo a entrare nel dettaglio.

I sondaggi svolti dimostrano che il 22,2% dei piemontesi (quasi il doppio rispetto al 2019) ritiene probabile il rischio di perdere il posto di lavoro entro i prossimi sei mesi. C’è da sottolineare però che i dati presentano forti differenze a seconda della categoria interpellata. Per esempio le donne, con il loro 23,9%, sembrano essere più preoccupate rispetto agli uomini e al loro 20,8% molto probabilmente, come sottolinea l’Ires, per la maggiore precarietà che presentano le occupazioni svolte dal gentil sesso.

Il livello di istruzione sembra influenzare molto le risposte degli intervistati. Chi ha la sola licenza media (27,6%) o il diploma (24,8%) si sente maggiormente sostituibile o precario rispetto a chi invece ha una laurea. Questi ultimi soggetti raggiungono un livello di preoccupazione pari al 17,2%, dato che scende ulteriormente per chi ha un post laurea all’11,4%. Ma la più grande differenza la troviamo tra le categorie professionali: di fatto la paura di perdere il lavoro supera il 40% tra i lavoratori autonomi rispetto ai lavoratori dipendenti. Questo timore non è da collegare esclusivamente alla pandemia poiché è un fenomeno che si è presentato già negli anni precedenti a causa della lunga crisi economica che da tempo divampa nel nostro Paese. Comunque il Covid-19 ha fatto sì che nel 2021 aumentasse vertiginosamente la preoccupazione dei cassintegrati, che raggiunge il 55,9%, seguono gli artigiani con il 43,7% e gli imprenditori con il 38,8%.

L’Ires ha anche raccolto i dati sulla situazione economica del Paese: agli intervistati è stata chiesta l’opinione sull’anno passato (2020) e l’anno presente (2021) e risulta che oltre i 2/3 dei rispondenti ritengano ci sia stato un grave peggioramento economico negli ultimi 12 mesi, ma fortunatamente il 26,8% prevede un miglioramento per l’anno avvenire (contro il 19,6% che invece rimane pessimista). L’opinione rispetto alla situazione economica della propria famiglia tra il 2020 e il 2021 invece è rimasta piuttosto stazionaria, ma sembra lievemente aumentata la speranza di un miglioramento nei prossimi 12 mesi. Risulta che ciò che causa maggiori difficoltà economiche alle famiglie piemontesi siano le spese per la casa (22,4%), le spese sanitarie (18,9%) e le bollette (17,9%).

Photo by Scott Graham on Unsplash

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