Autore Redazione
giovedì
31 Marzo 2022
13:27
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Cronaca - Alessandria

“Eroi durante il covid ma ora dimenticati e col posto a rischio”: Cgil alza la voce sui dipendenti della Sanità

“Eroi durante il covid ma ora dimenticati e col posto a rischio”: Cgil alza la voce sui dipendenti della Sanità

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – “Da eroi durante l’emergenza Covid ad angeli caduti e dimenticati, che tra pochi mesi, o giorni, rischiano di restare a casa, senza più un lavoro”. Francesca Voltan, della Segreteria Funzione Pubblica Cgil, ha commentato così la delicata situazione di infermieri, operatori socio sanitari e dipendenti amministrativi del comparto sanitario del territorio.

“Ora è arrivato il momento della resa dei conti, solo pochi giorni fa si è tenuto davanti la Prefettura di Alessandria un presidio insieme a Cisl e Uil per rivendicare il rinnovo del contratto nazionale ed è stata anche l’occasione per rappresentare il nostro dissenso alla mancata stabilizzazione dei precari assunti con contratto “Covid”, pertanto a termine, che ad oggi non ha ancora trovato soluzione, perché in Piemonte, presso l’assessorato regionale alla sanità, non si è ancora concretizzato un vero percorso di stabilizzazione. Tutti questi lavoratori che hanno affrontato la pandemia in prima linea, si troveranno presto senza lavoro e questo è inaccettabile, anche in considerazione alle gravi carenze di organico del personale già strutturalmente esistente”. 

“Per il personale amministrativo la strada è ancora più in salita, in quanto la normativa nazionale consente di assumere a tempo indeterminato il personale sanitario, a patto che abbiano maturato entro giugno di quest’anno almeno 18 mesi di servizio, ma non menziona il personale amministrativo, che di fatto ha prestato la propria attività durante la pandemia, contribuendo in maniera importante, ad esempio, nell’attività vaccinale. La Regione Piemonte deve investire economicamente sul capitolo del personale mediante l’aumento dei tetti di spesa delle aziende sanitarie, per permettere a quest’ultime di stabilizzare, anche in maniera graduale, tutto il personale interessato. Auspichiamo che nel prossimo incontro la Regione sia più vicina alle nostre richieste e che le aziende sanitarie della nostra provincia possano nel frattempo prorogare i contratti a termine. E’ ora di dare risposte a queste lavoratrici e lavoratori che in questi ultimi due anni, in condizioni difficilissime, hanno garantito tutti i servizi essenziali nella sanità. Diversamente, sarà mobilitazione regionale”. 

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