Autore Redazione
mercoledì
27 Luglio 2022
15:06
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Cronaca - Casale Monferrato

Casale piange Rosetta Santambrogio, anima dell’Anpi e sorella di uno dei ragazzi della Banda Tom

Casale piange Rosetta Santambrogio, anima dell’Anpi e sorella di uno dei ragazzi della Banda Tom

CASALE – Figura storica dell’antifascismo casalese, qualche giorno fa è mancata Rosetta Santambrogio, a 98 anni. Nata a Cesano Maderno nel 1923, si trasferì a Casale Monferrato da bambina, visto che i genitori avevano aperto un negozio di mobili brianzoli. Era la sorella di Luigi, uno dei 13 ragazzi della Banda Tom fucilati dai nazifascisti nella Cittadella militare di Casale Monferrato. Luigi aveva solo 17 anni. 

Come racconta l’Anpi di Cesano Maderno, per riavere il corpo di suo fratello Rosetta si recò dal comandante della Guardia Nazionale Repubblicana che, senza togliere gli stivali da sopra la scrivania, le disse che era già tanto se quei “senza Dio” non venivano buttati nel Po”.

Di seguito il ricordo della sezione Anpi di Casale Monferrato

“Rosetta Santambrogio è spirata lasciando un vuoto nei nostri cuori colmato solo dal ricordo di ciò che ci ha insegnato col suo esempio di vita, impegnata nel tenere viva la memoria di un periodo buio della nostra storia, riscattato dal valore di un popolo che ha saputo dare vita alla lotta di Liberazione nazionale contro l’occupazione nazista ed i fascisti italiani al loro servizio nel ruolo di delatori, razziatori e fucilatori di Patrioti italiani. Rosetta è stata Presidentessa della sezione casalese dell’Associazione Nazionale Familiari dei Caduti per la Libertà, per molti anni Presidentessa del Comitato Unitario Antifascista per la Difesa dei Valori della Resistenza e delle Istituzioni Repubblicane e membro del direttivo della sezione ANPI. Si è sempre battuta con energia contro quel revisionismo storico che costantemente cerca di diffamare la Resistenza nel tentativo di mettere sullo stesso piano Partigiani e fascisti”.

“Noi vogliamo ricordare Rosetta unitamente a quei tredici ragazzi assassinati dai fascisti in Cittadella con uno stralcio del suo discorso del 2004 in memoria della Banda Tom: “Era la domenica del 15 gennaio 1945, tredici ragazzi che avevano avuto il coraggio di lottare per la Libertà del nostro Paese furono trascinati per le vie della città, scalzi, legati tra loro con il filo di ferro e condotti alla cittadella ove, gettati contro il muro, furono massacrati. Finché avrò vita non potrò dimenticare la disperazione della mia famiglia: Luigi, mio fratello, aveva 17 anni e la sua vita veniva stroncata. Vi lascio immaginare lo strazio di mia mamma, di mio papà ed il mio. Luigi ci è mancato molto, ma siamo fieri di lui perché è morto in un atto di generosità. E’ grazie al coraggio di tanti giovani, uomini e donne, che hanno osato mettere in gioco la propria vita che noi oggi possiamo vivere in un Paese indipendente e democratico. Questa è la verità e, per quanti sforzi  possano compiere gli ispiratori del revisionismo storico, per quante docili penne possano assoldare per gettare discredito sulla Resistenza la verità resta lì sempre evidente come scolpita nella roccia: i Partigiani combattevano per liberare l’Italia occupata dai tedeschi, i fascisti di Salò erano traditori dell’Italia al servizio degli invasori; i Partigiani combattevano per la democrazia, i fascisti per un governo fantoccio nelle mani di Hitler”. 

“Rosetta era di carattere fiero, combattivo e così ci piace ricordarla, ma ci piace anche ricordarla, come quel giorno in Cittadella, mentre parla con dolcezza ai bambini e alle bambine delle scuole elementari e spiega, con parole semplici e adatte alla loro età, cosa è stato il fascismo mentre i bambini e le bambine le si stringono intorno e la incalzano con le loro domande pendendo dalle sue labbra. Nel dolore per la morte di Rosetta ci sentiamo vicini alla sua famiglia”.

Foto tratta dalla pagina Facebook dell’Anpi di Cesano Maderno

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