Detenuto sul tetto del “Don Soria”. Sappe: “Poliziotti impegnati nella mediazione, tensioni ormai strutturali”
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ALESSANDRIA – Sono tutti schierati i poliziotti della Penitenziaria di Alessandria dopo la protesta di un detenuto cominciata oggi pomeriggio, venerdì 15 settembre 2023, al carcere don Soria. L’uomo è salito sul tetto senza dare spiegazioni e non intende scendere. Come spiega Demis Napolitano, vice segretario regionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, “l’uomo, uno straniero del Nord Africa, da pochi giorni in carcere ad Alessandria, è proditoriamente salito sul tetto del carcere, senza dare motivazioni e rifiutando il dialogo. Sono momenti di grande tensione ma è comunque stato pronto e tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari, che monitora la situazione e sta cercando di interagire con l’uomo e sono quindi impegnati in un’opera di mediazione”.

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Il segretario regionale Sappe Vicente Santilli evidenzia che “in Piemonte la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza delle carceri del Paese. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le Autorità competenti non siano ancora state in grado di trovare una soluzione”. “Si stanno vivendo ore di grande tensione, ma sono gestite al meglio dal Personale in servizio di Polizia Penitenziaria”, evidenzia il Segretario Generale Donato Capece, il quale evidenzia come la protesta del detenuto salito sul tetto del carcere di Alessandria è “sintomatica del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia restano costanti. E che resta fondamentale dare corso a riforme davvero strutturali nel sistema penitenziario e dell’esecuzione della pena nazionale, a cominciare dall’espulsione dei detenuti stranieri, specie quelli – e sono sempre di più – che, ristretti in carceri italiani, si rendono protagonisti di eventi critici e di violenza durante la detenzione”. Capece ha rimarcato come da tempo siano state avanzate richieste al Capo del DAP Giovanni Russo: “a lui, da mesi, chiediamo senza avere alcun riscontro di intervenire con urgenza sulla gestione dei detenuti stranieri, dei malati psichiatrici, della riorganizzazione istituti, della riforma della media sicurezza!”.