Autore Redazione
martedì
8 Dicembre 2015
23:15
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Cronaca - Novi Ligure

Da Novi la missione per aiutare i profughi dimenticati da tutti

Da Novi la missione per aiutare i profughi dimenticati da tutti

NOVI LIGURE – Un furgone partirà domani, giovedì, dalla provincia di Alessandria per raggiungere la Grecia, ai confini con la Macedonia. A bordo ci sarà Franco Casagrande, ex Vigile del Fuoco, componente dell’associazione Hope for Children, intenzionato a dare conforto a quei profughi vittime di ulteriori ingiustizie, quelli definiti “di serie B”. Come ha raccontato lo stesso Franco “esistono infatti differenze tra quanti scappano dal loro Paese. Al momento fanno passare solo profughi siriani, iracheni e afghani. Mentre tutti gli altri e cioè i palestinesi, gli yemeniti, i pakistani, i curdi, rimangono lì. Sono tutte persone quindi in estrema difficoltà. Io e un mio amico di Ancona perciò andremo a dare una mano insieme a tante altre persone che arrivano da diverse parti d’Europa.”

Franco ha spiegato che la sua azione è un tentativo per restare umani: “lo facciamo per vincere questa tendenza ormai dominante alla rassegnazione, all’abbattimento rispetto ai poteri forti. Noi con il nostro piccolissimo contributo possiamo cambiare le cose però questo cambiamento deve partire da noi stessi soprattutto. Ghandi diceva di essere il cambiamento che vogliamo essere nel mondo e credo che il futuro del mondo sia nella non-violenza. Ormai c’è una deriva generalizzata di guerra e una devastazione ambientale che dobbiamo trasformare. Anche se spesso siamo sopraffatti dallo scoramento in realtà se tutti noi dessimo il nostro piccolissimo contributo le cose potrebbero cambiare davvero“.

La missione di Franco consisterà nel dare assistenza ai profughi presenti al confine tra Grecia e Macedonia. “Porteremo generi di conforto, cibi energetici, tendine e sacchi a pelo perché molte persone dormono letteralmente sotto il cielo e là le temperature sono molto più basse rispetto a quelle che abbiamo noi. Prepareremo bevande calde per supportare in qualche modo il loro disagio“.

L’azione dei due volontari è fondamentale per mantenere alta l’attenzione su temi sociali oggi oggetto di particolare discussione. “Una ventina di anni fa ci adoperammo tanto per la guerra in Jugoslavia e la risposta fu più marcata. Adesso c’è solidarietà ma riscontro più distacco perché il lavoro è precario, c’è più crisi ma anche perché le persone non vogliono esporsi troppo”. 

Giovedì la partenza per stare vicino a persone dimenticate da tutti e senza più una terra. Una generosità che non fa rumore ma che scalda i cuori esattamente come l’azione di Franco e del suo amico.

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