Cronaca - Valenza

A Bassignana la collaboratrice di Pertini per intitolare all’ex Capo dello Stato una sala della casa di riposo

BASSIGNANA – Una giornata storica a Bassignana. L’associazione Memorial Cristian Zucconi, col patrocinio del Comune di Bassignana e in partnership con Lions Club Valenza Host e la Croce Rossa Italiana, ha organizzato l’intitolazione della sala della casa di riposo Muzio Cortese a Sandro Pertini. Per l’occasione era presente Albertina Gasparoni, originaria proprio di Bassignana e storica collaboratrice dell’indimenticato Capo dello Stato. Durante la giornata è stata intitolata anche una panchina del giardino della struttura a Carla Voltolina, moglie di Pertini.

“Fu un anno particolarmente travagliato il 1978 – ricorda la signora Gasparoni – con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, le dimissioni del Presidente della Repubblica Leone, la morte di due Papi a un mese di distanza l’uno dall’altro… Ma fu anche l’anno in cui Sandro Pertini venne eletto Presidente. Siccome Pertini portò pochissimo seguito di entourage al Quirinale, cercando una figura con determinate caratteristiche ed esperienza e che fosse già presente in amministrazione, scelse me, che ero stata segretaria personale di Moro e Leone. Per me fu un anno meraviglioso, ricco di aneddoti felici, a tratti complicato ma indimenticabile. Ho potuto ascoltare dalla voce diretta del Presidente i racconti del confino, dei segni lasciati dalle percosse durante la prigionia, della sua passione politica. Era un uomo gentile, attento agli altri, che si esponeva in prima persona anche per le piccole cose della gente comune. Quanto alla moglie, Carla, era una donna di polso, indipendente, che non voleva saperne di vivere al Quirinale e preferiva stare in corsia accanto ai malati. Riteneva importantissimo fare volontariato e non voleva essere d’intralcio al marito, preferendo che ognuno percorresse la propria vita… Dopo la morte di Pertini, il nostro legame si consolidò. Ricordo le ore trascorse con lei a parlare, nel suo piccolo attico di 36 metri quadri e da quel momento non solo non ci siamo più lasciate, anzi, per me fu proprio una seconda mamma. Il cognome Pertini, Carla lo accettò solo dopo la morte del marito, poiché ci teneva a essere se stessa, a percorrere la sua strada di impegno sociale e indipendenza”.

Oltre alla signora Gasparoni, presente anche l’ingegner Umberto Voltolina, fratello della moglie di Pertini: “Tra Carla e Sandro c’erano 25 anni di differenza e altri 20 tra me e mia sorella, è per questo che posso essere qui con voi a parlare – scherza Voltolina -. Il mio incontro con Pertini avvenne subito dopo la Liberazione, ero piccolo e lui aveva già 50 anni. Per Pertini io ero il fratellino della moglie, mi sgridava come si fa con un figlio, anche quando era un novantenne. Ma per lui rappresentavo anche, con la mia giovinezza e l’impegno politico, la ‘base’, da ascoltare sempre con grande interesse. Mia sorella, con il suo carattere indipendente e fiero, protesse sempre le spalle a Pertini, uomo retto e senza scheletri nell’armadio. Tutti lo amavano, a prescindere dal colore politico. Lui era e rimase sempre se stesso, serissimo e semplice”.

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