Carceri Alessandria, sopralluogo del sindacato Sappe: “Servono investimenti e direttive chiare della politica”
ALESSANDRIA – “Il carcere è un luogo dove si viene privati della libertà, non della dignità”. Queste le parole del segretario nazionale del sindacato Sappe Donato Capece, al termine del sopralluogo avvenuto questo venerdì mattina al carcere Cantiello e Gaeta, in piazza Don Soria di Alessandria. Ad affiancarlo il segretario regionale Vicente Santilli e il vice Demis Napolitano. “Una struttura vecchia, con intonaci cadenti e aria poco salubre” ha sottolineato Capece “dal punto di vista del personale di Polizia Penitenziaria mancano i quadri, coloro che sono incaricati di coordinare le attività. Per gli agenti i turni durano anche 12 ore. C’è solo uno psicologo e una parte dei detenuti non dovrebbe stare in carcere: mi riferisco ai soggetti con problematiche di tipo psichiatrico, le persone tossicodipendenti e gli extracomunitari. Le prime due categorie dovrebbero essere prese in carico da comunità esterne mentre gli extracomunitari andrebbero rimpatriati“.
Capece ha anche invocato “una maggior vicinanza dell’amministrazione carceraria” e ha chiesto “direttive chiare alla politica”: “Servono provvedimenti deflattivi che consentano di abbassare il numero di detenuti. Basti pensare che in Italia ci sono 9 mila detenuti con meno di un anno di pena da scontare che ancora si trovano in cella. Chiediamo anche investimenti per migliorare la dotazione tecnologica: dalle bodycam alle pistole con pallini di gomma o armi che sparano dei lacci per bloccare alle gambe eventuali detenuti facinorosi”.
“Nel carcere di San Michele” ha aggiunto il sindacato Sappe “si registra una grave carenza di personale. Mancano 50 poliziotti penitenziari nei vari ruoli e servirebbero alcuni investimenti per migliorare la situazione della struttura”.