Autore Redazione
mercoledì
2 Aprile 2025
05:55
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Cronaca - Alessandria

Lavialibera scopre i Pfas nei pozzi privati attorno al Polo Chimico. Syensqo: “Non nella nostra direzione di falda”

Lavialibera scopre i Pfas nei pozzi privati attorno al Polo Chimico. Syensqo: “Non nella nostra direzione di falda”

ALESSANDRIA – Effettuata tra gli scorsi mesi di settembre e gennaio, l’indagine condotta dal portale web de “Lavialibera”, la rivista fondata da Libera e Gruppo Abele, ha analizzato otto pozzi privati intorno al Polo Chimico di Spinetta, evidenziando risultati ritenuti “gravemente significativi“: “A sette chilometri a nord dello stabilimento, in un pozzo profondo una ventina di metri, (a Lobbi) sono stati riscontrati cumulativamente oltre 500 nanogrammi di alcuni pfas”.

“Significativa”, in particolare, la presenza di una sostanza: il GenX,considerato tossico dall’Agenzia per l’ambiente statunitense e non ancora incluso nell’Aia di Syensqo Solvay” si legge nell’inchiesta condotta dalla giornalista Laura Fazzini. Una sostanza che, secondo le analisi effettuate dal sito di informazione in un laboratorio accreditato sarebbepresente in tutti gli otto campioni raccolti, anche in quelli relativi al Comune di Piovera, a dieci chilometri dal sito produttivo”.

“Attraverso la consultazione di dati inediti” lavialibera ha inoltre scoperto che già nel giugno 2020 sia Solvay che Arpa Alessandriaavevano trovato tracce GenX in diversi pozzi interni ed esterni al polo, con concentrazioni fino a 2 microgrammi per litro“. In un pozzo privato a Cascinagrossa, viene inoltre evidenziato nell’inchiesta, in una cascina destinata all’allevamento privato, “le analisi hanno accertato la presenza di GenX, cC6O4 e pfoa fino a una profondità di 55 metri“.

Ad oggi, ha sottolineato a Radio Gold l’autrice di questa ricerca, Laura Fazzini “non si ha contezza di quanti pozzi privati sono utilizzati per reperire acqua potabile“. Di seguito la mappa dei pozzi privati campionati da lavialibera ad Alessandria.

Syensqo ha però replicato alle indagini de “La via libera”, definendo le informazioni “imprecise o parziali” e che non terrebbero conto “dell’impegno e degli investimenti dell’azienda in sostenibilità”. Dopo aver ricordato che “nell’area alessandrina dove opera il sito Syensqo l’acqua è potabile e non si è mai verificato alcun problema relativo alla potabilità dell’acqua” e che “le analisi condotte dall’ASL sull’acqua potabile nel periodo 2019-2023 in Provincia di Alessandria non hanno individuato la presenza di PFAS nell’acqua potabile di Alessandria”, la multinazionale ha spiegato che “relativamente al GenX, non c’è assolutamente evidenza di una correlazione con le attività dell’impianto di Spinetta: tale molecola, infatti, non è mai stata prodotta o utilizzata dall’impianto di Spinetta”. Il colosso della chimica ha inoltre precisato che gli otto pozzi analizzati “non sono nella direzione di falda dello stabilimento”.

L’inchiesta de “Lavialibera” ha però allarmato la politica. In particolare la presidente del gruppo parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Luana Zanella, ha presentato una interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di istituire un fondo che aiuti le famiglie che attingono da questi pozzi privati a collegarsi alla rete acquedottistica.

“Le famiglie che bevono l’acqua di pozzi contaminati da Pfas devono potersi collegare alla rete acquedottistica, con un sostegno pubblico perché l’allaccio è spesso molto costoso o addirittura irraggiungibile. Non possiamo lasciare che queste famiglie utilizzino un’acqua contaminata senza preoccuparci della loro salute” ha sottolineato Zanella insieme all’europarlamentare dei Verdi Cristina Guarda “ad Alessandria, dove i dati sulla contaminazione stanno emergendo ora per la prima volta, non possiamo assistere impotenti mentre si ripete ciò che in Veneto stiamo già soffrendo da anni ha sottolineato Guarda. “È fondamentale che chi vive in una zona inquinata da Pfas sia informato sui rischi e sui dati relativi alla contaminazione dei propri pozzi. Le famiglie devono essere sostenute nella scelta di allacciarsi alla rete, l’unica opzione compatibile con la tutela della salute ha concluso l’onorevole Zanella.

Foto pubblicata sul portale Lavialibera di uno dei pozzi analizzati.

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