5 Gennaio 2026
21:31
Terme di Acqui, Uiltucs Uil: “Dipendenti licenziate senza preavviso. Pronti a scendere in piazza”
ACQUI TERME – Feste natalizie amare per le dipendenti delle Terme di Acqui, licenziate in tronco e senza preavviso. Come ha comunicato in una nota la segreteria del sindacato Uiltucs Uil, infatti, gli esuberi sarebbero stati comunicati a una parte di queste donne “con una raccomandata firmata dal Procuratore Speciale Riccardo Gallo”. Una notizia, ha sottolineato la segretaria provinciale Uiltucs Uil Maura Settimo “che colpisce il cuore della comunità acquese”. In tutto le dipendenti sono 25, tra assunte a tempo indeterminato e stagionali.
“Da tempo seguiamo una trattativa tra il Comune e Alessandro Pater sul futuro delle Terme, la diatriba sulle concessioni delle acque e la proposta, rifiutata, di traghettare il passaggio dei lavoratori nel percorso alla una nuova “gestione delle acque”. Salvaguardare il lavoro e la professionalità sarebbe stato un atto dovuto nei confronti di dipendenti che hanno dato la propria vita lavorativa in questa importante azienda. Si è deciso, invece, di percorrere la strada più semplice: licenziare i dipendenti”.
Il sindacato ha fatto sapere di aver già interloquito informalmente con l’amministrazione comunale di Acqui: “Chiederemo un incontro urgente congiunto, con il coinvolgimento anche del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che ha già dimostrato, una particolare attenzione in merito alla vicenda. Chiederemo un intervento straordinario di tutti i rappresentanti della politica locale che hanno a cuore le sorti dei lavoratori e delle loro famiglie. L’intera provincia di Alessandria è colpita. Oggi” ha continuato Settimo “le dipendenti sono particolarmente amareggiate e si sentono abbandonate da un’azienda che da sempre ha considerato la loro professionalità e anzianità di servizio come un peso economico e mai un valore aggiunto. Oggi la Società ha voluto concludere la “gestione” delle Terme coerentemente con il poco rispetto che ha caratterizzato questi anni di management che hanno portato alla demolizione di un patrimonio di inestimabile valore”.
Tante le domande rimaste inevase: “Perché non è stata accettata la proroga? Perché non si sono messi in sicurezza i lavoratori? Perché si è scelta la strada dei licenziamenti? Perché le organizzazioni sindacali non sono state convocate? Tutte domande che meritano una risposta immediata da parte di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda che vede le lavoratrici e i lavoratori tormentati da anni. Nel frattempo abbiamo attivato il nostro ufficio legale per la tutela dei dipendenti oltre a mettere in campo ogni azione che possa riportare l’attenzione sulla vicenda. Non escludiamo, infatti, picchetti o manifestazioni sul territorio”.
Foto di EMANUELE CRAVA da Pixabay