Autore Redazione
giovedì
8 Gennaio 2026
11:51
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Cronaca - Acqui Terme

Confesercenti al fianco dei dipendenti delle Terme di Acqui licenziati: appello al ministro Urso

Confesercenti al fianco dei dipendenti delle Terme di Acqui licenziati: appello al ministro Urso

ACQUI TERME – Confesercenti ha espresso solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori delle Terme di Acqui Spa e alle loro famiglie dopo il licenziamento di sette dipendenti. Una decisione che arriva a inizio anno e che riaccende l’allarme anche per altri posti di lavoro stagionali a rischio. La situazione affonda le radici nel 2015, con la privatizzazione della concessione delle Terme di Acqui da parte della Regione Piemonte. Da allora, hanno spiegato dall’associazione, i lavoratori vivono in una condizione di incertezza prolungata, legata alle difficoltà storiche con la proprietà.

Secondo Confesercenti, il destino dei dipendenti è ormai inscindibile da quello dell’intera città. Acqui Terme, stazione turistico-termale tra le più antiche e importanti del Nord Ovest, rischia di restare ostaggio di immobilismo e disinteresse verso il proprio patrimonio termale e immobiliare, con ricadute pesanti sull’economia locale.

L’associazione si è quindi unita alle istituzioni, ai sindacati e ai cittadini che si stanno mobilitando per trovare una soluzione, sottolineando la necessità di fare fronte comune per difendere il lavoro e il futuro di un territorio che vive anche di accoglienza turistica legata al termalismo. Per questo la presidente provinciale Confesercenti Michela Mandrino e la segretaria provinciale Manuela Ulandi, raccogliendo la voce di commercianti, artigiani, albergatori, imprese di servizi e cittadini, invitano ad avviare un lavoro di squadra con i parlamentari del territorio per valutare il coinvolgimento del Mimit e del ministro Adolfo Urso.

“Siamo rattristate per le famiglie dei lavoratori licenziati, ma la crisi vera è quella della città di Acqui. Confidiamo che Regione Piemonte e parlamentari valutino la possibilità di rappresentare al ministro la gravissima situazione di un intero territorio, per trovare soluzioni concrete per Acqui e il suo indotto. Acqui rappresenta il Made in Italy del benessere” dichiarano Mandrino e Ulandi.

Confesercenti ha deciso di rivolgersi direttamente ai rappresentanti politici perché, sottolinea, il destino di un’intera città non può dipendere solo dalle scelte della proprietà, che stanno mettendo a rischio presente e futuro del territorio. Da anni soffrono gli asset commerciali, artigianali, dei pubblici esercizi e dell’accoglienza, senza prospettive di rilancio. Una crisi che coinvolge anche i giovani, spesso costretti a lasciare la città per studiare e poi non fare ritorno. L’appello finale è a unire le forze per difendere Acqui Terme e il suo patrimonio, considerato un valore collettivo da tutelare.

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