22 Gennaio 2026
05:42
L’incendio nell’alloggio occupato e i dormitori sempre pieni: emergenza casa mai così grave ad Alessandria
ALESSANDRIA – “Alessandria deve fare i conti con la graduatoria per emergenza abitativa più lunga degli ultimi 20 anni”. Su Radio Gold Fabio Scaltritti, della Casa di Quartiere, è intervenuto per contestualizzare la condizione delle persone senza fissa dimora dopo quanto avvenuto martedì mattina in un alloggio occupato da alcuni senzatetto: un principio di incendio dovuto all’utilizzo di una bombola del gas subito spento dai Vigili del Fuoco, per fortuna senza alcuna conseguenza. Una situazione che ha acceso il dibattito politico, con il botta e risposta Forza Italia–Comune e le considerazioni di Sinistra Italiana.
“Purtroppo i dormitori cittadini avrebbero potuto rappresentare una alternativa ma ogni notte sono pieni“ ha aggiunto Scaltritti, referente dell’Unità Mobile di Alessandria, impegnato più volte a settimana nel supporto e sostegno alle persone costrette a dormire all’aperto, anche in queste notti caratterizzate da temperature sottozero. “Da quanto mi risulta nel caso degli uomini che avevano occupato l’alloggio di via Modena si tratta di persone che, purtroppo, non hanno alternative. Non sono moleste e non mi risulta che abbiano mai occupato appartamenti abitati da altri”.
Secondo Scaltritti i nuclei famigliari in emergenza abitativa e in attesa di una sistemazione sarebbero oltre 120: “60 sono composti da un solo soggetto, la situazione che rende la ricollocazione ancora più difficile. Persone che, oltre alla strada o ai dormitori, trovano come soluzione temporanea la casa di genitori, oppure vengono ospitati da amici o vanno in strutture non idonee. Basti pensare che pochi giorni fa abbiamo consegnato alcuni kit di emergenza: all’interno ci sono una tenda, un sacco a pelo, il materasso, un poncho e la torcia elettrica. Serve una risposta della politica” ha concluso Scaltritti “lo Stato e la Regione devono intervenire e non lasciare soli i Comuni. Ci sono, ad esempio, alcuni alloggi popolari non assegnabili perché servono degli interventi di ripristino: alcuni sono chiusi da anni ma mancano i fondi”.
“Servirebbe un nuovo piano casa di edilizia sociale” ha aggiunto l’assessore alle Politiche Abitative di Alessandria, Enrico Mazzoni “l’ultimo in Piemonte risale alla amministrazione guidata da Mercedes Bresso. Servirebbero nuove case. Il numero degli alloggi attuale non basta. Negli ultimi due anni, inoltre, sono mancati dal Governo i contributi sugli affitti. L’ultimo bando pubblicato da Atc nel 2023 contava circa 400 domande. Ogni anno ad Alessandria vengono assegnati circa 60 alloggi: metà di questi riguarda famiglie in emergenza abitativa. Riguardo gli alloggi non assegnabili quelli di proprietà del Comune, sempre gestiti da Atc, sono meno di 20. Di recente si è riusciti a sistemarne alcuni: in un caso, ad esempio, un appartamento è stato assegnato a una famiglia di sei persone”.