Cronaca - Acqui Terme

Terme di Acqui, sindacati ottimisti sulla tutela dei lavoratori: obiettivo la possibile riapertura ad aprile

ACQUI TERME – I sindacati Uiltucs Uil e Filcams Cgil hanno fatto il punto sulla situazione dei lavoratori delle lavoratrici delle Terme di Acqui licenziati all’inizio di questo 2026. In particolare la segretaria Uiltucs Uil Maura Settimo ha aggiornato la situazione dopo l’ultimo incontro di questo mercoledì mattina con Regione Piemonte. “Nell’ambito del percorso di tutela dei dipendenti si sono andate a sviscerare quelle che sono le professionalità di ogni singolo dipendente e ogni singola lavoratrice. Tutto questo finalizzato alla salvaguardia dei posti di lavoro”. Il prossimo 10 febbraio è previsto un nuovo faccia a faccia con i vertici regionali, anche a carattere politico. “Siamo ottimisti perché crediamo che effettivamente veramente ci sia la volontà di ognuno di portare avanti una trattativa molto difficile, ognuno sta facendo il massimo. Il bene comune è quello di riaprire l’attività e riportare i lavoratori all’interno della azienda termale, di risanare il territorio acquese ma non solo, di tutta la provincia di Alessandria”.

“Il comparto termale può essere sostenibile tutto il periodo dell’anno” ha aggiunto Silvia Tardito, della segreteria Filcams Cgil “noi stiamo lavorando per tutte le le 21 persone coinvolte non soltanto sui sette licenziamenti perché la professionalità è in mano a tutte queste persone, comprese quelle stagionali. Le sette persone licenziate avranno un cuscinetto rappresentato dalla Naspi, mentre per le stagionali il tema è più emergenziale. Per loro, infatti, c’è il rischio di trovarsi senza alcun sostentamento economico”. Presenti anche i segretari provinciali Uil e Cgil Claudio Bonzani e Mirko Oliaro che, insieme ai rappresentanti di categoria, hanno evidenziato la necessità di salvaguardare le professionalità di un comparto che ha tutte le potenzialità di restare aperto tutto l’anno, dopo già rispetto al passato il numero di lavoratori si è progressivamente assottigliato, da 70 a 20. Ad oggi unica soluzione fattibile potrebbe essere la riapertura ad aprile solo nella struttura di via XX settembre: “Ci sono i presupposti tecnici ma serve la volontà”. 

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