10 Febbraio 2026
11:40
Casa delle Donne di Alessandria replica al centrodestra: “Vergognoso attaccare un centro antiviolenza”
ALESSANDRIA – “Non facciamo propaganda ma facciamo politica: lottare contro la violenza di genere è il gesto politico più urgente e necessario che si possa fare oggi”. La Casa delle Donne di Alessandria e l’associazione Marielle Franco hanno replicato così alle contestazioni del centrodestra che, questo lunedì, ha depositato una formale richiesta di verifica e di attivazione dei poteri di autotutela sull’iter di assegnazione della struttura di via San Giovanni Bosco. “C’è un limite che è stato superato, e c’è una parola che descrive quello che sta accadendo: accanimento. Accanimento ideologico contro uno spazio che ospita un Centro Antiviolenza. Mentre una ragazza di 17 anni viene uccisa, mentre questa comunità è scossa da un femminicidio che mette a nudo l’assenza di prevenzione, di educazione sessuo-affettiva, di presidi antiviolenza e servizi territoriali, alcuni consiglieri comunali di Alessandria hanno scelto deliberatamente di rilanciare l’offensiva contro la Casa delle Donne. È una scelta. Ed è una scelta vergognosa”.
“La Casa delle Donne è un luogo reale” hanno spiegato le attiviste “è attraversata ogni giorno da donne che hanno incontrato la violenza di genere, ma anche da chi frequenta la scuola di italiano, da chi partecipa ai corsi in palestra per sperimentare una relazione positiva con il proprio corpo, da chi prende parte agli incontri e ai percorsi di formazione, da chi sente il bisogno di una cultura trasformativa, di parole nuove, di relazioni diverse. È uno spazio necessario e abitato, che risponde a bisogni concreti e profondi. Qui esiste un Centro Antiviolenza che lavora su ascolto, protezione, autonomia, prevenzione. Lo abbiamo raccontato pubblicamente meno di un mese fa, presentando il resoconto delle nostre attività: donne vere, storie vere, percorsi veri”.
“Continuare ad attaccare questo spazio oggi, dopo chiarimenti istituzionali già forniti, significa una cosa sola: tentare di delegittimare e indebolire un presidio antiviolenza.
E farlo, nel momento in cui la violenza maschile esplode con tutta la sua brutalità, è un atto politicamente irresponsabile. Non c’è questione amministrativa che possa mascherare il messaggio preciso che questa operazione manda. Mentre mancano centri antiviolenza sul territorio, mentre quelli che ci sono arrancano per l’assenza di risorse continuative, mentre le scuole restano senza educazione sessuo-affettiva e strumenti di prevenzione, si colpisce chi fa esattamente il lavoro che le istituzioni non fanno. Ed è qui che l’accusa becera di “propaganda politica” mostra tutta la sua pochezza. Come se l’ascolto delle donne, i percorsi di autodeterminazione e di uscita dalla violenza, l’educazione al consenso fossero un’opinione”.
“Ringraziamo chi lo fa con noi, ogni giorno: le insegnanti della scuola di italiano, le istruttrici dei corsi della palestra A.B.A.B., le ospiti del ciclo di incontri Crescere senza stereotipi,
tutte le persone che attraversano la Casa delle Donne per confrontarsi, imparare, mettersi in discussione, trasformare. Questa è la politica che rivendichiamo e chi la riduce a propaganda sta dicendo molto più di sé che di noi. Sta mostrando di non avere alcuna comprensione della violenza maschile come fenomeno strutturale, né alcun rispetto per chi la subisce e chi la contrasta. Chi oggi insiste nel mettere in discussione la Casa delle Donne deve sapere che sta scegliendo di stare contro un centro antiviolenza, contro la prevenzione, contro le donne. E questa scelta resterà scritta. Non permetteremo che la nostra esistenza venga messa sotto processo e sabotata nei fatti, tra un post di cordoglio per l’ennesima vittima e l’altro. La Casa delle Donne non si tocca. Il Centro Antiviolenza Marielle Franco non si tocca. E chi continua questo attacco dovrà rispondere pubblicamente del perché, in una società che produce violenza maschile come fatto strutturale, ha deciso di prendersela con chi lavora per disinnescarla”.