Autore Redazione
martedì
17 Febbraio 2026
11:30
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Cronaca - Acqui Terme

In memoria di Pinuccia: nella scuola di Rivalta Bormida il progetto #Save contro la violenza sulle donne

In memoria di Pinuccia: nella scuola di Rivalta Bormida il progetto #Save contro la violenza sulle donne

RIVALTA BORMIDA – È stato annunciato questo martedì 17 febbraio, in una data non casuale: oggi, infatti, sarebbe stato il suo compleanno. Il centro antiviolenza me.Dea ha ufficializzato l’istituzione del progetto #Save4 anche nella scuola Bobbio di Rivalta Bormida, il paese di Pinuccia Rocca, vittima di femminicidio insieme al suo figlio Daniel. Entrambi furono uccisi il 20 agosto 2024 dall’ex marito.

Acronimo di Sensibilization Against ViolEnce, il progetto #Save punta all’educazione al rispetto e alla non violenza fin dai primi anni di scuola ed è stato finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Previsti incontri formativi e laboratori ludico-esperienziali con alunni e alunne e con docenti, con l’obiettivo di fornire tutti gli strumenti per riconoscere le situazioni più a rischio e dotarsi degli strumenti per affrontarle e risolverle.

“Il riconoscimento delle emozioni e la conseguente verbalizzazione” ha sottolineato il centro antiviolenza me.Dea “sono strumenti strategici, perché i/le minori possano comprendere se stessi/e, attribuendo un senso ai loro stati interiori e riducendo, così, i livelli di ansia e di stress. É dimostrato, infatti, che se le emozioni trovano un ‘nome’, si abbassa il rischio di risposte impulsive ed eccessive. I laboratori, a partire dalle scuole primarie, servono a dare agli alunne e alunni quella alfabetizzazione emotiva che ha ricadute significative anche sul benessere psico-fisico”. 

Francesca, nipote di Pinuccia, fin dai primi giorni si è impegnata perché, proprio attraverso me.Dea, il ricordo della zia fosse legato ad azioni di formazione e di prevenzione per le giovani generazioni, perché da una tragedia potesse nascere un percorso di crescita, di sensibilizzazione, di cura dell’altro/a e del suo diritto all’autodeterminazione. Perché la violenza di genere non è mai solo un episodio privato, che riguarda solo chi la subisce, e solo le donne, ma ferisce la società tutta. C’è bisogno di comunità attente, consapevoli, responsabili, in prima linea per un contrasto fatto di parole giuste e di gesti veri, fin dalla giovane età, e Rivalta Bormida ha scelto questa strada, rafforzando la collaborazione tra istituzioni scolastiche, centro antiviolenza e famiglie. Una disseminazione territoriale di buone pratiche educative e prevenzione primaria, nel ricordo di Pinuccia Rocca e delle ragazze e delle donne a cui è stata tolta la libertà di scegliere. E di vivere”. 

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