Autore Redazione
giovedì
5 Marzo 2026
17:00
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Cronaca - Vercelli

Università Piemonte Orientale, via all’anno accademico: “Vogliamo continuare a essere un ascensore sociale”

Università Piemonte Orientale, via all’anno accademico: “Vogliamo continuare a essere un ascensore sociale”

VERCELLI – Si è svolta al Teatro Civico di Vercelli, gremito in ogni ordine di posto, la cerimonia di apertura del XXVIII anno accademico dell’Università del Piemonte Orientale. Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili, religiose e militari piemontesi, tra cui sindaci, prefetti, questori e i vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere locali. Ampia anche la presenza del mondo accademico con rettori, prorettori e delegati di diversi atenei italiani, tra cui Università di Torino, Politecnico di Torino, Università dell’Insubria, Università di Bergamo, Università di Scienze Gastronomiche, Università Europea di Roma, Università LIUC Carlo Cattaneo, Università per Stranieri di Perugia, Iuss Pavia e le Università del Salento, Napoli L’Orientale e Catania.

Nel suo intervento il rettore Menico Rizzi ha evidenziato la crescita e l’attrattività dell’Ateneo, sottolineando l’aumento delle immatricolazioni e la forte presenza di studenti internazionali. Tra i temi centrali anche il diritto allo studio, l’espansione dei servizi residenziali e sportivi e il potenziamento della ricerca scientifica e della formazione clinico-sanitaria.

«L’idea che ci guida è lavorare con un approccio di comunità, non solo accademica, agendo ognuno per la propria capacità e con la propria responsabilità, per generare valore pubblico. Lo facciamo avendo cura e passione per il nostro bene primario: le nostre studentesse e i nostri studenti, la vita dell’Università e il futuro della nostra società. Siamo stati, siamo e vogliamo continuare a essere un ascensore sociale, in particolare per i nostri territori» ha detto il rettore. Al termine del suo intervento Rizzi ha ufficialmente aperto l’anno accademico 2025-2026, seguito dall’esecuzione dell’inno universitario “Inter Bono Meliores” da parte del Coro Upo.

La direttrice generale Mahée Ferlini ha invece sottolineato la necessità di costruire un’organizzazione capace di adattarsi alle discontinuità, basata su tre elementi chiave: chiarezza, coordinamento e governabilità. Per il 2026 ha annunciato il passaggio dalla fase di progettazione al consolidamento operativo, con tre ambiti principali: razionalizzazione delle regole, infrastruttura digitale e valorizzazione del personale. «La resilienza – o, per usare un termine che preferisco, la robustezza – non è uno slogan, ma un richiamo alla nostra capacità organizzativa» ha spiegato.

La comunità studentesca è stata rappresentata da Joyce Djoussi, studentessa del sesto anno di Medicina e Chirurgia, che ha ricordato come l’università sia un luogo di incontro tra identità e culture diverse. Nel suo intervento ha richiamato anche le difficoltà affrontate dagli studenti internazionali, sottolineando l’importanza delle iniziative dell’ateneo per favorire l’integrazione, come il “Benvenuto Matricole” e i sistemi di supporto tra pari.

Momento centrale della cerimonia è stata la prolusione del professor Alberto Mantovani, presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca e professore emerito di Humanitas University, titolare della cattedra di Inflammation and Therapeutic Innovation al William Harvey Research Institute della Queen Mary University di Londra.

Nel suo intervento Mantovani ha paragonato il sistema immunitario a un’orchestra di cui non conosciamo ancora tutti gli elementi, invitando i giovani a esplorare l’“ignoroma”, ovvero la parte del genoma umano di cui non conosciamo ancora il significato. Tra le sfide evidenziate anche l’importanza dei vaccini e l’allarme sull’obesità infantile in Italia, definendo immunità e infiammazione la metanarrazione della medicina contemporanea, al centro del rapporto tra stili di vita e grandi patologie. Di seguito la cerimonia integrale.

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