11 Marzo 2026
14:59
Ad Alessandria una casa per donne senza fissa dimora: 31 ospiti accolte nel 2025
ALESSANDRIA – La Giunta comunale di Alessandria ha approvato il protocollo di collaborazione per il proseguimento del progetto “Casa di accoglienza temporanea per donne senza dimora”, un servizio dedicato alle donne in condizioni di grave fragilità sociale. L’accordo coinvolge Città di Alessandria, Consorzio CISSACA, Fondazione Opere di Giustizia e Carità ETS, Dipartimento SerD dell’ASL AL e Provincia di Alessandria. Il progetto, gestito dalla Fondazione Opere di Giustizia e Carità ETS, è attivo dal 2008 e punta a offrire una risposta immediata alle donne che vivono situazioni di povertà estrema, vulnerabilità sociale o che hanno subito violenze e maltrattamenti. La struttura dell’ostello, messa a disposizione dal Dipartimento dell’ASL AL, può accogliere fino a 16 donne sole e 2 donne con figli minori, offrendo non solo un riparo temporaneo ma anche servizi essenziali e un percorso di accompagnamento verso l’autonomia.
I dati del 2025 confermano l’importanza del servizio: 31 donne accolte, in gran parte straniere, per un totale di 2.548 pernottamenti e una media di 7 presenze per notte. Per sostenere il progetto il Comune di Alessandria contribuirà con 10 mila euro all’anno, rafforzando la collaborazione tra istituzioni e realtà del terzo settore impegnate nell’assistenza e nell’inclusione sociale.
“Quello che questo protocollo amplia non è solo l’accoglienza temporanea femminile, ma l’accompagnamento alle persone in stato di estrema difficoltà” ha spiegato Roberta Cazzulo, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Alessandria. “Accompagnare non vuol dire fermarsi a una prima risposta, come un pasto o un letto, ma aiutare la persona a costruire una progettualità, mettendola in contatto con i servizi del territorio e rendendola parte attiva di un percorso di reinserimento nella società. Il fare rete è uno degli strumenti che permette di offrire soluzioni concrete e aiutare le persone a uscire dalla situazione di precarietà sociale. L’attività degli operatori sarà volta a dare più strumenti possibili alle donne che ospiteremo e costruire insieme a loro un percorso di uscita da questa situazione di fragilità. Questo protocollo rientra pienamente nelle linee di intervento dedicate al miglioramento della qualità della vita delle fasce più deboli della popolazione e allo sviluppo di una cultura della solidarietà” ha concluso l’assessora.