Emergenze nucleari, chimiche e biologiche: indagine nazionale su quanto sono pronti gli ospedali
ALESSANDRIA – Il gruppo di ricerca dell’Università del Piemonte Orientale promotore del progetto “Necessity-New perspectives on the nuclear issue in Italy” ha presentato lunedì all’Azienda Ospedaliero Universitaria di Alessandria i risultati dell’indagine nazionale sulla capacità degli ospedali italiani di affrontare emergenze nucleari, biologiche, chimiche e radiologiche. L’obiettivo del lavoro era capire il livello di preparazione delle strutture ospedaliere italiane nella gestione di eventi NBCR, una delle sfide più complesse per i sistemi sanitari.
L’indagine ha coinvolto 49 ospedali in 15 regioni. Lo studio ha analizzato l’adeguatezza dei piani di emergenza, il coinvolgimento del personale sanitario nella loro elaborazione e applicazione, la capacità di decontaminazione, la disponibilità e la gestione dei dispositivi di protezione individuale e degli antidoti, oltre alla più ampia capacità organizzativa e operativa delle strutture.
Il progetto è stato finanziato dal Bando Ricerca UPO 2022, con fondi della Commissione Europea NextGeneration EU e della Fondazione Compagnia di San Paolo. A guidare il team è Samuele Poy, ricercatore in Politica economica al Dipartimento per lo Sviluppo sostenibile e la transizione ecologica dell’ateneo piemontese. Del gruppo fanno parte anche i docenti Massimiliano Panella (direttore medico di presidio dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, ndr), Marta Ruspa, Carmen Aina e i dottori Andrea Conti e Marco Serale. Il progetto ha inoltre avuto il supporto strategico del Centro Interdipartimentale di Ricerca e Formazione in Medicina dei Disastri, Assistenza Umanitaria e Salute Globale dell’Università del Piemonte Orientale, diretto dal professor Luca Ragazzoni.
Alla base dello studio c’è la constatazione che la probabilità di eventi NBCR, pur restando bassa, è in aumento. L’espansione dei poli industriali, il trasporto quotidiano di sostanze chimiche su gomma e rotaia, l’impiego sempre più diffuso di sorgenti radiologiche e la rapidità degli scambi globali rendono questi scenari un tema sempre più concreto per la sanità. Su Radio Gold le parole di Samuele Poy, Luca Ragazzoni e Massimiliano Panella.