Cronaca - Alessandria

Aldo Cazzullo premiato ad Alessandria: “San Francesco era un uomo di Pace, oggi si calpesta la dignità umana”

ALESSANDRIA – Il broletto di Palatium Vetus, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, ha ospitato una edizione speciale del Premio giornalistico Franco Marchiaro per assegnare il “Testimone dell’informazione” al giornalista Aldo Cazzullo. Qualche ora prima di salire sul palcoscenico del “Teatro Alessandrino” per la rappresentazione dello spettacolo con Angelo Branduardi su “Francesco, il primo italiano”, ricavato dall’omonimo libro – Aldo Cazzullo è stato intervistato da Luca Ubaldeschi, presidente della Giuria del Premio Franco Marchiaro, su tematiche riguardanti l’informazione, sui protagonisti della scena pubblica e, naturalmente, sull’attualità della figura di Francesco a 800 anni dalla sua morte.

Aldo Cazzullo, ha iniziato la professione a “La Stampa” per passare al “Corriere della sera” dove è vice direttore ad personam. Editorialista del quotidiano milanese, autore di numerosi libri di successo (oltre a quello già citato ricordiamo “Il Dio dei nostri padri” che ha fatto registrare un record di vendite nel 2024-25), su “La 7” conduce “Una giornata particolare”, trasmissione che ricostruisce e analizza i grandi fatti della storia antica e di quella recente.

Il premio “Testimone dell’informazione” – una clessidra “Venini” di “Casa Damiani” e il cappello “Borsalino” – ha la seguente motivazione: “Il racconto dell’attualità – italiana così come internazionale – e l’analisi delle grandi tappe della Storia: un viaggio a due velocità che permette un vero approfondimento, presupposto fondamentale per districarsi in un mondo sempre più complesso. È il giornalismo che Aldo Cazzullo, vice direttore ad personam del Corriere della Sera, interpreta da molti anni e con crescente successo, grazie a capacità divulgative non comuni, che rendono la circolazione delle informazioni un patrimonio alla portata di tutti. Un lavoro che si svolge attraverso più canali: il quotidiano cartaceo, le piattaforme digitali, la televisione, i libri diventati best seller delle classifiche nazionali. Dimostrando così quella duttilità che fa di Cazzullo un interprete ideale dei processi comunicativi contemporanei. Un vero “Testimone dell’informazione”, che dimostra quanto il buon giornalismo sia un valore prezioso oggi più che mai”. Il Premio “Testimone dell’informazione” è stato consegnato dai presidenti della Fondazione Cassa di Risparmio e di Solidal, Luciano Mariano e Antonio Maconi e dal presidente della Giuria Luca Ubaldeschi.

“A pochi mesi dalla assegnazione del premio “Testimone dell’informazione” a Giovanna Botteri, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria – ha affermato il presidente, notaio Luciano Marianoha avuto il piacere di ospitare Aldo Cazzullo, un altro illustre rappresentante del mondo dell’informazione nazionale al quale la giuria del Premio “Marchiaro” ha consegnato questo importante riconoscimento che celebra una carriera prestigiosa e un modo di intendere il giornalismo come servizio al Paese e alla comunità. Con questo premio intendiamo ribadire che l’informazione di qualità è un bene prezioso, un presidio di democrazia, un patrimonio da sostenere e valorizzare. L’istituzione di un nuovo premio dedicato a Umberto Eco rappresenta, infine, il valore aggiunto dell’edizione 2026″.

“È per noi motivo di grande orgoglio aver visto questo Premio crescere costantemente nel corso delle sue numerose edizioni, affermandosi come un punto di riferimento sempre più autorevole – ha dichiarato Antonio Maconi, presidente della Fondazione SolidAL “la consegna del ‘Testimone dell’informazione’ rappresenta oggi un momento particolarmente significativo: non solo celebriamo un grande giornalista come Aldo Cazzullo, ma sottolineiamo anche il valore centrale di un’informazione di qualità, capace di accompagnare i cittadini nella comprensione della complessità contemporanea”.

Nel corso della cerimonia è stato presentato il bando della dodicesima edizione del Premio Franco Marchiaro che prevede anche un premio dedicato alla memoria di Umberto Eco a dieci anni dalla scomparsa. La proposta si basa su due presupposti:
1 – la famosa frase di Umberto Eco pronunciata nel 2015: “I social media hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano soltanto al bar e dopo un bicchiere di vino, mentre oggi hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel”
2 – la considerazione riportata da Stefano Eco che, da quando suo padre disse quella frase, “non sono scomparsi haters e sprovveduti, ma ci sono sempre più persone che fanno informazione di qualità su queste piattaforme e le vorremmo premiare”.

Un’altra novità del Premio è la sezione “Il Rotary è una cosa per ragazzi“. lo slogan serve per introdurre l’opportunità, introdotta grazie al Rotary club di Alessandria, per i giornalisti under 40 che vorranno partecipare al premio parlando dell’attenzione che il club di servizio da anni riserva ai giovani. A partire dal Progetto Pass, acronimo di Progetto andrologico di screening per studenti, che consiste in una serie di incontri, sul tema della prevenzione, tra medici e ragazzi delle scuole superiori, per passare al Ryla, programma intensivo di formazione alla leadership promosso dal Rotary International per i giovani dai 18 si trent’anni. Un volto del Rotary che pochi conoscono e che i giornalisti potranno analizzare e approfondire.

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