Autore Redazione
sabato
4 Aprile 2026
14:27
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Cronaca - Casale Monferrato

A Rosignano Monferrato un progetto innovativo: nasce la “Tartufaia sperimentale”

A Rosignano Monferrato un progetto innovativo: nasce la “Tartufaia sperimentale”

ROSIGNANO MONFERRATO – È partito da poco il secondo step delle piantumazioni per proseguire nell’opera di completa sistemazione dell’area a ridosso del centro storico a Rosginano Monferrato. Il progetto “Rosignano Accoglie – Saperi e Sapori in Monferrato“, in Area Castellari, rientra nel Progetto Borghi PNRR  vinto dal Comune.

Mentre si attende l’avvio della piantumazione dell’uliveto sperimentale che prevede la presenza di oltre duecento piante di ulivo e che sarà realizzata da un privato grazie all’apposito bando emanato dal Comune, l’Associazione Tartufai Valle Ghenza – in collaborazione con Comune e vivaisti – ha portato a compimento un importante intervento.
In uno apposito ampio spazio, lasciato incolto, all’ingresso dell’Area, davanti ai già ‘ rigogliosi “Orti sperimentali”, l’Associazione Tartufai ha provveduto a piantumare alcune decine di piante da tartufo, realizzando quindi  una innovativa “Tartufaia sperimentale” che svolgerà il doppio ruolo di area di “sperimentazione in campo” di varietà diverse di piante tartufigene e di “tartufaia protetta” dove svolgere anche attività didattiche e di cerca guidata del tartufo stesso, senza dimenticare che il territorio Rosignanese può fregiarsi anche del titolo di territorio Unesco – patrimonio immateriale dell’Umanità – proprio per la “cerca e la  cavatura del Tartufo” fin dal dicembre 2021.
Tra le oltre  40 piante messe a dimora ai fini sperimentali e didattici, si contano roverelle, cerri, olecci e carpini neri. Sono state micotizzate con due specie di tartufi neri (estivo e nero pregiato) e ci attendiamo neri prossimi anni  risultati senza dubbio interessanti” spiega l’esperto rosignanese  Emanuele Rendo ed il presidente dell’Associazione Tartufai Valle Ghenza, Luca Salvaneschi.
Accanto alla piante da tartufo, si è avviato un  esperimento altrettanto importante e di grande rilievo agroalimentare e di salvaguardia delle più antiche “cultivar” locali. Sono stati, infatti,  posti a dimora 33 portainnesti selvatici di melo, susino, pesco, ciliegio, mirabolani selvatici per la conservazione varietale delle antiche “cultivar” tipiche del Monferrato e del territorio rosignanese in particolare.
“Dalle pesche Albertine gialle e bianche, alle pesche Giubileo, dalle ciliegie ‘grafgnon e dure’, alle pere di San Giovanni, ai puim bianc, bum banana e ciucarina locale: sono queste le denominazioni tipiche con cui sono note talune varietà di frutti locali in via di estinzioni che in tal modo non solo vengono salvaguardati e trasmessi alle generazioni future, ma potranno essere oggetto di altrettante Denominazioni comunali, utilizzate per ricette  della cuna   locale, riprodotte in un prossimo futuro per altri coltivatori  ed estimatori delle specie rare ed a rischio  estinzione” hanno spiegato Emanuele Rendo e il sindaco Cesare Chiesa.
Un progetto di grande impatto ambientale e di rilevanza non solo scientifica e agricola. Sarà possibile seguire, passo passo, lo sviluppo di queste nuove piantumazioni e nel contempo si è risanata una vasta area comunale sino ad ora incolta, restituendole scopo e dignità.
Un’aera dove sarà possibile per i visitatori e per gli amanti della camminate anche percorrere sentieri fioriti  (l’ampio roseto piantumato lo scorso anno) e aree ora coltivate (gli orti, il frutteto, la tartufai,  e – a breve – l’uliveto) addentrandosi, infine, in altre zone ancora più boschive ma comunque ben manutenute dal personale comunale. A due passi dal centro storico e da comodi parcheggi.
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