12 Aprile 2026
05:44
Un alessandrino a Cannes: il compositore Andrea Poggio firma la musica del film La sconosciuta
ALESSANDRIA – Si definisce “artigiano della musica“, in grado di creare dei “piccoli mondi con le note”. È alessandrino e si chiama Andrea Poggio il compositore de “La sconosciuta”, l’ultimo film di Arthur Harari, in concorso al 79° Festival di Cannes. Per Poggio si tratta della seconda collaborazione con il regista e sceneggiatore transalpino dopo aver lavorato, insieme altri compositori, alle musiche del film “Onoda“, anch’esso protagonista sulla Croisette.
“Ho lavorato alla colonna sonora de “L’Inconnue” per circa un anno, attraverso un processo lungo ma profondamente fertile” ha sottolineato lo stesso Andrea Poggio “in un certo senso, scrivere le musiche per questo film è stato facile. Innanzitutto, perché ho avuto la fortuna di lavorare con un grande regista. Poi perché il film è davvero molto bello. Infine, perché la colonna sonora è stata registrata assieme a metà di Calibro 35, ovvero assieme a Enrico Gabrielli e Tommaso Colliva che, rispettivamente, ne hanno orchestrato e prodotto i brani”.
Una passione per la musica che, per Andrea Poggio, è nata proprio nel nostro capoluogo. “Sono molto legato ad Alessandria, ho fatto tanta gavetta nel nostro territorio con il mio gruppo dell’epoca, i Green Like July” ha raccontato l’artista alessandrino su Radio Gold “ricordo, ad esempio, le serate al Four Bears. In parallelo mi sono laureato in Legge all’Università di Pavia. Oltre alla composizione, infatti, mi occupo di diritti d’autore. Da solista, invece, ho pubblicato due dischi per La Tempesta”.
La qualità della sua musica ha poi colpito la critica francese: “In Francia c’è molta attenzione per le produzioni italiane” ha aggiunto l’artista alessandrino “a differenza, e lo dico con rammarico, di quello che accade in Italia, dove abbiamo poco interesse per la musica che viene dall’estero. Arthur Harari, ad esempio, mi ha conosciuto grazie a una recensione su Le Monde riguardo il mio primo disco da solista (“Controluce”, entrato nella cinquina del Premio Tenco-Opera Prima nel 2018, ndr). Mi ha contattato ed è nata la prima collaborazione. In questo ultimo film il lavoro è stato ancor più stimolante: un continuo scambio di musica, realizzato in parallelo alle scene. Le prime suggestioni sono scaturite dalla sceneggiatura e dalla graphic novel alla quale il film si ispira. Da quel momento è iniziato un processo di lavorazione continuo. L’ispirazione? Mi piace pensare che da una piccola idea nasca il successivo sviluppo creativo. Per questo film è stato così. Lavorare con un regista come Arthur Harari è stata una esperienza florida: ha le idee molto chiare”.