Autore Redazione
martedì
23 Agosto 2016
22:00
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Cronaca - Alessandria

E’ il “nostro” latte, ma costa meno a Viareggio. La Centrale spiega “non siamo noi a decidere il prezzo sugli scaffali”

E’ il “nostro” latte, ma costa meno a Viareggio. La Centrale spiega “non siamo noi a decidere il prezzo sugli scaffali”

ALESSANDRIA – E’ il “nostro” latte, della Centrale di Alessandria e Asti. Eppure sugli scaffali di un supermercato di Viareggio costa meno che da noi. Con tanto di prova “fotografica” su Facebook negli ultimi giorni è stata sottolineata con fastidio la differenza di prezzo tra le bottiglie da un litro di latte della Centrale.  “Perché noi che lo compriamo a Km zero lo dobbiamo pagare di più?” hanno quindi cominciato a chiedersi alcuni utenti sul social network, sentendosi “beffati” da questa disparità di trattamento.

La discussione non è sfuggita in casa “Centrale del Latte” dove il Direttore Franco Butti ha guardato “amareggiato” la foto del cartellino del prezzo davanti alle bottiglie di latte e tutti post piccati dei consumatori alessandrini. “Qualcuno ha ipotizzato che quel prezzo fosse frutto di una strategia commerciale della stessa Centrale. Il nostro latte, però, non è meno caro a Viareggio perché lì lo vendiamo a meno. Il nostro listino è unico e il prezzo è uguale per tutte le zone e i clienti. E’ poi ciascun negozio o catena a decidere a quanto rivenderlo ai suoi clienti”.  Insomma, quel cartellino da 1.50 davanti alle bottiglie di latte della Centrale è frutto “della politica commerciale di quella specifica catena di Viareggio”. “La Centrale del Latte non può certo permettersi di dire a negozi o catene a quanto vendere i nostri prodotti”. Anche perché, se così fosse, di certo il prezzo non sarebbe quello fotografato sugli scaffali del supermercato di Viareggio. “Sappiamo, purtroppo, anche di prezzi molto più bassi applicati in catene e negozi. Onestamente davanti a quei cartellini mi viene da chiedermi come possa sostenersi tutta la filiera del latte che parte dall’allevatore e passa poi delle aziende come la nostra che lo raccolgono, trasformano e confezionano, dalla distribuzione e arriva poi a ogni singolo punto vendita”. Nel libero mercato, ha ricordato il Direttore della Centrale, non è però possibile “imporre” nulla. “Noi abbiamo un prezzo consigliato che, oltretutto, è invariato da circa 4 anni e che serve a tenere in equilibrio tutta la filiera. A mio avviso un costo equo può stare su 1.60 euro o 1.65. Una oscillazione di qualche centesimo è di certo accettabile ma ultimamente notiamo una variabilità notevole. Il Latte ad alta qualità come il nostro in alcune città viene venduto anche a 1.80 euro, in altri centri  lo vediamo invece crollare a 0.99 o 1.10 euro. Un prezzo esageratamente basso, però, non è rispettoso della filiera. Capisco che sia un discorso duro da digerire per un consumatore, cosa che io stesso sono. La filiera del latte, però, è in forte crisi e una competizione che sposta l’attenzione solo sul prezzo e per nulla sulla qualità credo possa solo creare ulteriori problemi”.

 

A conferma di quanto dichiarato ai microfoni di Radio Gold dal Direttore, Franco Butti, la Centrale del latte questo mercoledì ha postato una foto sul profilo Facebook di Radio Gold che immortala una bottiglia di latte nel banco frigo di un altro punto vendita della Versilia. In quell’esercizio commerciale il prezzo è di 1.70 euro.”Non è vero che a Viareggio il nostro latte costa di meno rispetto ad Alessandria” ha quindi rimarcato la Centrale e la foto scattata, ha aggiunto “dimostra come la variabilità dei prezzi sia una caratteristica del libero mercato, magari criticabile ma che comunque non dipende dalle diverse aree geografiche”.

 

 

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