Autore Redazione
giovedì
8 Febbraio 2018
01:30
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Eventi - Valenza

La fotografia torna alla pellicola nella mostra in programma a Valenza

La fotografia torna alla pellicola nella mostra in programma a Valenza
VALENZA – La fotografia analogica ha ancora un grande fascino e molti perché. Lo sanno bene Simone Di Franco, Davide Grillo, Walter Lava e Matteo Oddone, quattro fotografi accomunati dall’uso della pellicola.  Scelta inconsueta e forse anacronistica rispetto all’epoca digitale nella quale viviamo, fatta con un sentire romantico e poetico. Un approccio che influisce sul risultato finale che porta a creare, o meglio a stampare immagini meno perfettamente “pulite” più impastate rispetto agli scatti digitali a cui siamo ormai abituati. Immagini in cui è ancora nostalgicamente visibile la grana della pellicola. Tutto questo troverà la sua espressione nella mostra “Sguardi su pellicola” al Centro Comunale di Cultura a Valenza, dal 10 al 24 febbraio.
 “…Quando scegli un linguaggio non scegli solo una forma, scegli una sostanza un modo di dirlo, la tua “grafia” fotografica e l’idea che tu hai del mondo” scriveva recentemente Michele Smargiassi sul suo blog Fotocrazia. Queste foto analogiche dichiarano immediatamente la loro sostanza di “immagine”, di altro rispetto alla aggressiva nitidezza del digitale, costringendo il fruitore a concentrarsi sul cosa vediamo non sulla perfezione del come vediamo. Una mostra da guardare con calma, prendendosi il tempo necessario a decifrare le immagini, così come un tempo ci prendevamo il tempo dello sviluppo e della stampa. Simone di Franco fotografa da quando ha memoria. Le sue fotografie sono come trascrizioni allegoriche del paesaggio umano “scritte” in bianco e nero in cui molta parte ha anche la sua formazione umanistico – letteraria.
Davide Grillo e Walter Lava fotografano entrambi da circa due anni. Uno lo fa in bianco e nero cercando di cogliere situazioni del quotidiano quelle che si incontrano per strada. L’altro fotografa a colori per lo più contesti urbani con il tentativo di dare valore poetico a loghi su cui l’occhio passa distratto.
Infine Matteo Oddone che si costruisce da solo le sue macchine stenopeiche (che hanno una sorta di camera oscura per la riproduzione delle immagini). I suoi scatti sono privi di paesaggi e di persone. Lui fotografa spazi post-industriali e la natura in fiore, rigorosamente in bianco e nero.
Quattro affacci sul reale, quattro fotografi, quattro sguardi su pellicola. “C’è un elemento, di questa bella mostra, del quale vorrei sottolineare l’importanza: quello del tempo – ha spiegato l’assessore alla Cultura, Costanza Zavanone. Il Centro Comunale di Cultura è il luogo in cui desideriamo che avvengano cose sulle quali il tempo rallenti ed assecondi il ritmo della mente assorta a riflettere. Le immagini silenziose e intense esposte qui ci accompagnano in un percorso fatto di pensieri di cui, credo, tutti abbiamo un grande bisogno. Grazie agli autori per l’opportunità che ci offrono!“.
L’inaugurazione della mostra sarà sabato 10 febbraio alle 18. 
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