Autore Redazione
sabato
24 Marzo 2018
06:10
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Tutte le aperture in provincia per le Giornate Fai di Primavera

Oltre mille i luoghi d’arte e cultura aperti al pubblico in tutta Italia, ecco i luoghi aperti in provincia di Alessandria.
Tutte le aperture in provincia per le Giornate Fai di Primavera

PROVINCIA ALESSANDRIA – Tutto pronto per la 26esima edizione delle Giornate FAI di Primavera in programma per il 24 e 25 marzo. Per l’occasione saranno oltre mille i luoghi d’arte e cultura aperti al pubblico in tutta Italia.

Visitabile la Cittadella di Alessandria con l’inaugurazione del Museo della Telecomunicazione. Nella splendida cornice della Cittadella due avvenimenti importanti: l’ inaugurazione ufficiale del Museo della Telecomunicazione, a cura di Claudio Gilardenghi e Andrea Ferrero e l’ apertura del Sacrario del 37° Brigata Ravenna. Un museo interessantissimo che riporta tutta la storia della telecomunicazione con apparati, in parte autentici e in parte riprodotti fedelmente, perfettamente funzionanti. Da Galvani a Marconi ci sono tutti gli strumenti e poi Tesla, Van Der Graaf e la cabina del Marconista del Titanic in scala 1 a 1, con rievocazione del momento dell’affondamento della nave. Per l’occasione presenteremo la rievocazione dell’evento della “Tenda Rossa”, di cui ricorrono i 90 anni. Ci sarà la tenda (copia), gli apparati radio e anche l’orso bianco. In Cittadella sono presenti molti ricordi della Prima Guerra Mondiale: il sacrario che commemora la gloriosa Brigata Ravenna che tanto si distinse sia nella Prima che nella Seconda Guerra Mondiale. Domenica 25, ore 10 presso la sede del FAI della Cittadella di Alessandria ci sarà l’evento del gemellaggio con la Fondazione Marconi e una conferenza sull’illustre scienziato tenuta dalla dott. Barbara Valotti. Dalle ore 14 alle ore 18 visite con Harry Potter e i sui amici.

Visita  a Pietra Marazzi, al palazzo comunale. Pietra Marazzi, anticamente Petra Maricorum (“dei Marici”, popolazione celtica, o “dei Marazzi”, antica Famiglia feudataria) e il suo territorio fecero parte integrante della “Lombardia storica”, con legami con Pavia, in particolare, fino all’annessione al Piemonte Sabaudo (inizio XVIII secolo). Il Palazzo Comunale fa parte di un articolato complesso architettonico (oggi suddiviso in più proprietà) comprendente un intero isolato che dall’attuale via Roma (ov’erano le mura e il fossato) saliva fino alla piazza (oggi Umberto I), punto più elevato, ov’erano la Rocca, la Torre quintangolare e l’antica parrocchiale di S.Martino. Il palazzo ha subito nel tempo notevoli trasformazioni e riplasmazioni. Del primitivo edificio cinquecentesco oggi Palazzo Comunale (già proprietà del Conte Giacomo Filippo Sacco e lasciato da questi in eredità alla Famiglia Casne-Bismati, poi Casa Mensi) restano tracce all’interno: le splendide volte a ombrello lunettate, capitelli lapidei pensili e stemmi.

Si può visitare il campanile di Castellazzo. E’ la più antica chiesa di Castellazzo Bormida, fondata prima del Mille. I primi dati sulla chiesa sono in un documento del 1106; a tale epoca risalgono i capitelli presso l’altare e i leoni stilofori posti in facciata. La chiesa venne riprodotta in Alessandria dopo la fondazione della città; le due canoniche affidate ai Padri Agostiniani, a Castellazzo dal 1264, rimasero in contatto fino alla demolizione della chiesa di Alessandria nell’800. La chiesa castellazzese fu consacrata da Leonardo di Vercelli, vescovo di Betlemme il 1° febbraio 1534. Nel 1929 la chiesa venne ristrutturata e riportata all’aspetto iniziale. Il campanile, andato a fuoco nel 1895 e ricostruito su disegno dell’arch. Giuseppe Boidi, è stato recentemente consolidato e dotato di campane. Il convento di S. Martino viene citato per la prima volta nel 1347. L’aspetto attuale discende dalla ricostruzione avvenuta tra il 1664 e il 1675. L’ala superstite dal 2005 è riaperta all’utilizzo della comunità castellazzese.

A Castellazzo sarà visitabile anche la torre dell’orologio.

A Quargnento la casa natale di Carlo Carrà. Abitazione privata nella via omonima conserva, in una delle camere al primo piano, una parete decorata con disegni a tempera eseguiti dal pittore ancora fanciullo che, riscoperti nel 1963 in occasione dei lavori di risistemazione interna, necessitano di un intervento di restauro conservativo.

A Quargnento aperta la cantina vinicola di Colle Manora. L’azienda vinicola Colle Manora è stata fondata nel 1981 da Eleonora Limonci. Da più di dieci anni nella proprietà è subentrato Giorgio Schön con Marina Orlandi Contucci, che hanno realizzato una profonda trasformazione dell’azienda, con l’impianto di nuovi vigneti ed il rinnovamento della struttura e degli impianti della cantina. Durante le Giornate del FAI sarà possibile visitare il piccolo museo privato Mila Schön dove sono esposti frammenti di storia della stilista composti da abiti storici ricamati, pezzi ispirati a grandi artisti, immagini e video delle collezioni degli anni ’70 e ’80; l’ Archivio “La Notte”, in onore di Nino Nutrizio, fratello di Mila Schön, fondatore e direttore del giornale La Notte, è visitabile in azienda l’intero archivio cartaceo delle pubblicazioni dal 1953 al 1990 del quotidiano milanese e il Museo Lancia Martini dove sono esposte alcune vetture Lancia “Martini” vincitrici di numerosi titoli mondiali in circuito e nei rally.

A Quargnento aperta anche la Confraternita della Santissima Trinità e il campanile della basilica di San Dalmazzo. Durante le Giornate FAI sarà possibile salire sul campanile cinquecentesco (altezza raggiungibile circa 20 metri) da cui, con il bel tempo, si vede Alessandria e l’arco del ponte Meyer. Inoltre, l’Associazione Campanari del Monferrato, che ha come obiettivo il recuperare e tramandare l’antico metodo di suonare le campane, eseguirà suonate manuali principalmente a festa, con il metodo chiamato “baudetta”.

A Cassine, aperti l’oratorio della Santissima Trinità, il museo di San Francesco e la chiesa. Il complesso di S. Francesco è un edificio religioso costruito fra la fine del XIII e l’inizio del XIV sec. ed in Piemonte costituisce un modello di architettura lombarda con influenze cistercensi. Fu fatto edificare dai Francescani Conventuali Minori sul presistente “castrum”. In S. Francesco si svolgevano le adunanze della comunità, mentre l’ampio spazio antistante veniva utilizzato per il mercato annuale. La facciata in cotto con archetti pensili originali romanici. Ha una pianta basilicale a tre navate a cui se ne aggiunge una quarta costituita dall’insieme delle cappelle intercomunicanti. Conserva resti di affreschi datati dal XV al XVII sec.

Si potrà camminare nel borgo di Retorto sulle rive dell’Orba per rivivere l’atmosfera agricola e contadina. Il Borgo di Retorto sorge sulle rive del fiume Orba, nel cuore della provincia di Alessandria. Costituito da un agglomerato chiuso, è composto da una corte signorile centrale, con palazzo, chiesa e parco, a cui sono state aggregate, nel corso dei secoli, quattro corti rustiche. Il feudo di Retorto è stato un immenso possedimento esteso sui comuni di Predosa, Alessandria, Bosco e Fresonara con numerose aziende agricole al suo interno e terre, prati, pascoli e acqua tutto intorno. Ancora oggi, il borgo di Retorto, è circondato da terre e campi coltivati. Qui è possibile rivivere l’atmosfera agricola e contadina di un passato, ormai lontano, ma ancora vivo nei ricordi e di un presente che, in quel passato, ha le sue radici.

Sarà possibile visitare il Sacro Monte di Crea. Il Sacro Monte di Crea venne ideato dal priore Costantino Massino di Vercelli nel 1589 su uno dei colli più elevati del Monferrato (m 455). Una corona di 23 cappelle, culminanti in quella dell’Incoronazione di Maria, detta del Paradiso, rende il luogo uno straordinario punto panoramico sulle colline circostanti e sulla catena alpina. Punto di partenza e cuore della “Via Sacra” immersa nel bosco è il santuario dedicato a Santa Maria Assunta, meta di pellegrinaggi devozionali fin dal medioevo, ma risalente, secondo la tradizione, a Sant’Eusebio, il vescovo di Vercelli che nel IV secolo avrebbe portato a Oropa, Cagliari e a Crea, le tre statue della Madonna col Bambino, ancor oggi venerate. La chiesa conserva nella Cappella di Santa Margherita splendidi affreschi quattrocenteschi di Francesco Spanzotti, detto il “Maestro di Crea”, fratello del più celebre Martino, e una bella tavola lignea della Madonna con Bambino e Santi del famoso pittore Macrino d’Alba (1503). Dal 2003 è sito Unesco.

Da scoprire anche il castello dei Marchesi di Monferrato di Casale, Nel 1357, Giovanni II Paleologo Marchese di Monferrato, ben deciso ad imporre la sua autorità in Casale, portò a termine la costruzione del Castello, che non nasce per difendere il borgo casalese, ma piuttosto come strumento di controllo da parte dei signori di Monferrato. Dell’originario Castello sappiamo che era di forma quadrangolare, con torri d’angolo e una torre grande, merlata. Quando nel ‘400 Casale assunse un ruolo di capitale all’interno del Marchesato di Monferrato, ottenendo nel 1474 il titolo di città, anche il Castello, divenuto sede della corte, cambiò volto in seguito alle ristrutturazioni dei marchesi Guglielmo VIII (1464-1483) e Bonifacio V (1483-1494). Con il passaggio del Monferrato ai Gonzaga, il Castello fu potenziato dai torrioni e dai rivellini per esistere agli assedi seicenteschi. Con la crisi della dinastia gonzaghesca e il successivo passaggio ai Savoia, andò incontro ad un declino inarrestabile per far posto all’attuale piazza Castello.

A Casale visite anche a Palazzo Leardi dove sarà aperta anche la biblioteca. Fu costruito nell’area occupata nel ‘600 da un altro palazzo nobiliare di proprietà dei Conti Biandrate di San Giorgio, che fu completamente raso al suolo nel 1613 per ordine del duca Ferdinando Gonzaga che volle così punire l’allora proprietario, Guido IV Biandrate, accusato di alto tradimento verso i Gonzaga. L’edificio attuale, databile intorno al 1785, fu realizzato su commissione del conte Diego Leardi e fu poi completato, nelle forme odierne, nel corso della seconda metà del XIX secolo. L’imponente facciata, realizzata con mattoni a vista, è caratterizzata da tre ordini di finestre. Nella parte centrale, due coppie di lesene affiancano un ampio portale sormontato da una balconata con finestrone soprastante. In occasione delle Giornate FAI di Primavera 2018 saranno consentite le visite al palazzo e, in via straordinaria, ai locali della biblioteca e dell’auletta scientifica che mantengono intatta la dislocazione e l’arredamento originario della scuola.

A Casale aperto anche Palazzo Trevisio, dimora dei Marchesi del Monferrato. L’antico palazzo dei marchesi di Monferrato fu donato alle monache dell’ordine domenicano di Santa Caterina da Siena di Casale nel 1528 per volere della marchesa di Monferrato Anna d’Alençon. Figlia di Renato, duca d’Alençon, e di Margherita di Lorena, sorella del futuro re di Francia Francesco I, appena sedicenne andò in sposa nel 1508 al marchese di Monferrato, Guglielmo IX, nel castello di Blois. Nel 1510 nacque Margherita, futura sposa del duca di Mantova Federico Gonzaga. Rimasta vedova nel 1518, Anna perse anche il figlio Bonifacio, morto diciottenne nel 1530. Il palazzo, oggi noto come palazzo Trevisio, ricorda nel nome il medico di fama e abile diplomatico Andrea Trevigi, fondatore nel 1623 dell’omonimo convitto poi gestito dai padri somaschi. Per volere di Napoleone ebbe sede il Liceo Imperiale, poi trasformato nel Regio Liceo-Ginnasio. Negli anni della guerra, i somaschi accolsero sotto falso nome lo scrittore Cesare Pavese. Oggi ospita la Scuola Media “Andrea Trevigi”.

Visite a Mornese alla scoperta dell’Oratorio. San Silvestro è la grande chiesa trasformata a fine ‘800 secondo i dettami dello stile floreale: il Liberty. S. Silvestro è un notevole complesso architettonico sviluppatosi sul colle dell’antico Castellazzo a partire dal ‘400. Il feudatario Ugo Doria alla fine del ‘500 aveva destinato un lascito per l’ampliamento della chiesa parrocchiale, ma soltanto con l’avvento del banchiere Nicolò Pallavicino a feudatario di Mornese si costruì una nuova chiesa, inaugurata il 22 novembre 1602. L’edificio fu ingrandito nel periodo post-napoleonico e poi, a fine ‘800, su progetto di Ferrari di Orsara. La facciata fu completata nel ‘900 con i portali Liberty e le lunette a mosaico dei Laboratori Vaticani. All’ interno risaltano i dipinti dell’alessandrino Luigi Gambini e i manufatti lignei tra i quali il pulpito, sostituito a metà ‘800. importanti anche le statue rispettivamente quella del Santo patrono San Nicola e Antonio del Righetti di Genova.

Visite al Castello di Lerma dimostrazioni di combattimenti. Il Castello di Lerma, edificato verso la fine del XII secolo a monte di un precedente insediamento distrutto da Guglielmo del Monferrato, conserva intatto all’interno della cinta muraria l’antico “ricetto”, il primo nucleo del villaggio che prese il nome di I’Herma. Situato su un displuvio a pendio con strapiombi su entrambi i lati, il borgo era pressoché inespugnabile. Una delle torri cilindriche di origine medievale è stata trasformata nel ‘400 in abside della chiesa parrocchiale, ma ha conservato esternamente la struttura originaria propria delle torri dei castelli del Monferrato.Attraverso una porta ad arco, presso cui funzionava anticamente un ponte levatoio, si accede nella piazza, sulla quale si affacciano il castello e la chiesa. Essa si apre da un lato a strapiombo sulla valle del Piota, con un “belvedere” tra i più suggestivi dell’intera regione.

A Novi aperta la villa La Centuriona. La Centuriona si staglia imponente lungo l’antica strada di collegamento che da Novi conduceva a Genova, nel tratto tra Gavi e Carrosio. La favorevole posizione dell’edificio, dal quale si può controllare il tracciato sottostante, ha fatto pensare ad una sua antica funzione di torre di guardia. La sua costruzione – attribuita in passato al potente Adamo Centurione, banchiere del re di Spagna Carlo V – risale alla seconda metà del ‘500 e alla volontà dei nobili genovesi Centurione, cui si succedono i Lomellini, i Cambiaso e gli attuali proprietari. Il complesso, trasformato nei secoli dalle importanti famiglie che l’hanno posseduto, comprende anche una torre, una cappella gentilizia e diversi edifici destinati ad attività legate alla conduzione agricola delle cascine e dei possedimenti circostanti. Questi edifici si articolano attorno ad un cortile chiuso che, sul lato nord, ospita la residenza padronale che al piano nobile guarda la valle attraverso una grande stanza loggiata.

Sempre a Novi sarà aperto Palazzo Adorno. Sito nella via principale della città vecchia di Novi Ligure, palazzo Adorno è uno dei più importanti palazzi nobiliari edificati dalle genovesi. Costruito nella prima metà del Seicento probabilmente per volontà di Gio. Battista Adorno, prestatore di denaro del re di Spagna Filippo III, il palazzo ospita nel 1644 e in altre occasioni le riunioni delle fiere di cambio, incontri della finanza europea che si tengono a Novi con una certa regolarità dal 1622 al 1692. La storia ottocentesca del palazzo è invece legata all’Accademia Filarmonica artistico-letteraria novese fondata dal mazziniano Pietro Isola e altre personalità di spicco della città. Verrà aperto al pubblico il piano nobile del palazzo che nonostante sia stato privato di buona parte degli arredi conserva nei dettagli e nell’atmosfera il ricordo degli anni in cui le sue stanze erano teatro di momenti musicali e di animate conversazioni di intellettuali dell’epoca.

A Gavi da visitare c’è Villa Broglia. Lasciata Gavi in direzione di Novi Ligure, la strada Lomellina ci conduce con una serie di tornanti tra le colline coperte di vigneti. Dopo l’ultima curva, in località San Bernardo, lungo un crinale che domina la valle sottostante, si erge villa Broglia. Costruita negli anni venti del ‘900 la villa viene sottoposta nel 1972 ad un intervento di sistemazione del giardino affidato a Pietro Porcinai, grande paesaggista italiano. Due ettari di vigneto adagiati sul versante sud della collina che domina l’abitato di Gavi sono trasformati in una serie di terrazze che digradano verso valle con un gioco di spazi aperti definiti da cortine di vegetazione che permettono alle varie funzioni di coabitare senza interferenze visive. Il sapiente uso di essenze sempreverdi, l’audace inserimento di piante mediterranee come il pitosforo, il leccio e il corbezzolo ad una latitudine apparentemente non idonea si accompagna a forme spaziali controllate con un accorto utilizzo delle emergenze naturali.

A Tortona apertura del museo delle macchine agricole Orsi. L’area di accoglienza si sviluppa al livello superiore del complesso museale, vi si accede dall’ingresso principale di Via Emilia 446. L’esposizione permanente si sviluppa nel capannone industriale, già torneria della Ditta “Orsi Pietro e figlio”, caratterizzato da una struttura pilastri-travi reticolari metallici che delimitano tre “navate” principali più una verso il lato nord più bassa e senza finestrature. L’esibizione dei macchinari, tra cui la presenza del primo trattore “testa calda” risalente all’anno 1927, è integrata dall’esposizione di coinvolgenti gigantografie di immagini storiche rivisitate graficamente e da una serie di pannelli illustrativi di diverse tematiche quali: la famiglia Orsi, la Ditta Orsi Pietro & figlio, il contesto socio-economico tortonese tra ‘800 e ‘900, l’industria delle macchine agricole a Tortona, la lavorazione del terreno, l’aratro, le locomobili a vapore, i trattori a testa calda, la mietitura e la trebbiatura.

A Castelletto Monferrato, visita alla Lucato Termica.

L’elenco completo di tutti i siti aperti in provincia con gli orari. 

 

 

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