Autore Redazione
mercoledì
5 Settembre 2018
06:05
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Politica - Alessandria - Valenza

Caos mense: ora è conflitto aperto

Fumata nera nella trattativa tra parti sociali e le aziende vincitrici dei bandi di Alessandria e Valenza
Caos mense: ora è conflitto aperto

ALESSANDRIA – 700 ore di lavoro totali in meno a settimana, demansionamenti, e tagli dal 10% fino al 50% dello stipendio. Questo lo scenario che si prospetta di fronte ai 112 lavoratori e lavoratrici del servizio di refezione scolastica ad Alessandria e Valenza. La trattativa tra le due aziende aggiudicatarie, la Cooperativa Solidarietà e Lavoro e Vivenda, con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil è infatti saltata dopo che fino a lunedì sera pareva, almeno per il servizio nella città dell’oro, in dirittura d’arrivo. Il colpo di scena che ha spiazzato le parti sociali provocando il muro contro muro è stato l’ingresso di Artana Alimentare. Scelta da entrambe le società vincitrici dei bandi come base per il centro cottura, infatti, Artana sarebbe pronta a mettere a disposizione propri dipendenti per coprire parte delle ore tagliate.

“Si tratta di personale estraneo alla procedura del cambio di appalto. Nessuno ce lo aveva mai detto prima. Sarebbe stato impossibile per noi accettare, abbiamo riscontrato una scarsa trasparenza” hanno tuonato le parti sociali, decise a questo punto a proseguire la mobilitazione, una presa di posizione apprezzata dalle lavoratrici e dai lavoratori, in attesa di notizie martedì sera davanti all’Ispettorato del Lavoro di Alessandria.

La prospettiva, respinta da Cgil, Cisl e Uil, prevedeva il riassorbimento di 110 lavoratori su 112 ma a condizioni decisamente diverse dal contratto precedente. “Col 10% in meno delle ore a testa” sottolinea l’assessore Silvia Straneo “Non si può infatti impostare un appalto su presupposti di venti anni fa“. L’assessore ai Servizi Educativi ha provato a cercare un dialogo con le lavoratrici, senza successo. La rappresentante della Giunta Cuttica è stata contestata con degli applausi ironici. “Ci aveva promesso che nessuno sarebbe rimasto a casa e con tutte le ore, ora come faremo” le parole di alcune dipendenti.

“La battaglia continua” hanno annunciato i delegati Cgil, Cisl e Uil Fabio Favola, Cristina Vignolo e Maura Settimo. Le parti sociali sono infatti pronte a intraprendere le vie legali attraverso il Giudice del Lavoro per tutelare sia collettivamente che individualmente le lavoratrici che, da giovedì pomeriggio, saranno contattate dalle aziende per intavolare gli accordi individuale. Cgil, Cisl e Uil chiederanno anche un incontro al Prefetto Apruzzese.

“Da febbraio invitavamo la Giunta a un confronto, per evitare di arrivare a questo punto” hanno aggiunto i sindacati “ci chiedevamo come sarebbe stato possibile sostenere un taglio di 500 mila euro della base d’asta rispetto al bando precedente. Ebbene, oggi è palese che parte del contenuto delle buste paga di queste lavoratrici finirà nelle casse del Comune”.

“Il 24 settembre partirà regolarmente il servizio di refezione” ha ribadito sicura l’assessore Silvia Straneo “per il momento il menù sarà lo stesso servito da Aristor ma il costo del ticket si attesterà sui 4.77 euro per Alessandria e 4.68 per Valenza, cifre inferiori rispetto ai 6/7 euro di prima. L’organizzazione di queste aziende è diversa da quella di venti anni fa”.

Per circa dieci lavoratori su 112, e cioè i dipendenti di Sotral e Elior addetti al trasporto e confezionamento, le prospettive sono ancora più buie visto che le loro mansioni non facevano parte dei bandi di gara.

Tra Comune e sindacati si apre quindi un conflitto pronto a deflagrare già nei prossimi giorni, con possibili presidi e rumorosi picchetti sotto Palazzo Rosso con, sullo sfondo, l’incertezza delle tante famiglie alessandrine sui futuri pasti dei propri figli.

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