Autore Redazione
mercoledì
9 Ottobre 2019
15:53
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Politica - Alessandria

Dal Quarto Polo a Italia Viva: Simone Annaratone dice sì a Renzi

"Un partito dinamico e vicino alle persone" ha detto il consigliere comunale alessandrino "Quarto Polo? L'apparentamento al ballottaggio ha distrutto tutto"
Dal Quarto Polo a Italia Viva: Simone Annaratone dice sì a Renzi

ALESSANDRIA – Un altro politico della provincia ha aderito a Italia Viva di Matteo Renzi. Grazie a Simone Annaratone, infatti, il nuovo partito dell’ex premier avrà un suo rappresentante nel Consiglio Comunale di Alessandria. Annaratone ha infatti deciso di lasciare il Quarto Polo, il gruppo col quale era stato eletto nel 2017.

Sette mesi fa Annaratore, già ex esponente dell’Italia dei Valori, era entrato in consiglio comunale dopo la rinuncia di Oria Trifoglio. 

“Ho aderito a Italia Viva perché rispecchia i valori in cui credo” ha detto Simone Annaratone a Radio Gold “un partito di centro che guarda a sinistra. Ho apprezzato in particolare tre punti del programma di Matteo Renzi: l’approccio pragmatico e propositivo che, senza polemiche, punta a trovare soluzioni, poi l’appello a tenere conto anche dei doveri dei cittadini, non solo dei diritti e, infine, il fatto che Italia Viva sia un partito dinamico e vicino alle persone, che abbia entusiasmo e coraggio”.

“L’esperienza col Quarto Polo era arrivata a fine ciclo” ha aggiunto Annaratone “nonostante i miei sforzi per tenere compatto il gruppo. Avevo creato una mailing list dove aggiornavo sulla mia attività in consiglio comunale ma, ad esempio, all’ultima riunione che avevo convocato si sono presentate solo quattro persone, rispetto alle ottanta che due anni fa avevano aderito. Gli ideali alla base del Quarto Polo non si sono concretizzati, sono rimasti solo pura teoria”.

Secondo Annaratone tutto è cominciato a precipitare dopo la decisione di apparentarsi con Rita Rossa, al ballottaggio: “Io non ero d’accordo ma la maggioranza sì”. Una scelta “folle“, ha scritto Annaratone nella lettera che ha inviato agli ex compagni del Quarto Polo “che andava contro due valori per me essenziali come la credibilità e la coerenza, che ha disintegrato un gruppo fino a quel momento coeso e affiatato. Il fatto che tutti coloro che all’epoca erano a favore dell’apparentamento oggi dicano che fu un errore mi consola solo in minima parte. Senza quella scelta sconsiderata oggi saremmo molto più numerosi e con prospettive di lungo periodo”.

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