Autore Redazione
venerdì
10 Aprile 2015
00:00
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Politica - Novi Ligure

Il 15 aprile stop dei lavoratori del settore turismo

Il 15 aprile stop dei lavoratori del settore turismo

ITALIA – Il 15 aprile sarà sciopero nazionale del settore turismo. Uno stop per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo, scaduto da 24 mesi e rinnovato solo con Federalberghi e Faita. La protesta coinvolge quasi un milione di lavoratici e lavoratori: tutti i dipendenti dei pubblici esercizi e della ristorazione veloce (area FIPE), delle mense (ANGEM), degli stabilimenti balneari, delle agenzie viaggi, ma anche dei piccoli alberghi afferenti a Confesercenti, oltre che alle catene alberghiere (AICA).

Nei 2 anni e mezzo di trattative, ha sottolineato il Segretario Filcams Cgil, Mario Galati, le controparti hanno dimostrato di voler far pagare il costo del rinnovo, solo ed esclusivamente alle operatrici e operatori, proponendo solo tagli dei diritti, conquistati negli  anni, come ad esempio gli scatti di anzianità, i permessi individuali e il peggioramento della normativa sulla malattia; in un settore, che  già nella stragrande maggioranza è penalizzato per orari part-time o stagionali.

Il governo e le istituzioni   continuano  a rimarcare l’ importanza dell’ Expo 2005, e la conseguente opportunità che questo settore avrà, ma non ha speso nessuna parola, per quegli operatori che senza contratto presteranno il loro servizio, proprio nei padiglioni dell’ esposizione universale.  

In questi giorni nella nostra provincia si stanno svolgendo le assemblee informative, e tutti i  preparativi alla manifestazione che per quanto riguarda il nord Italia vedrà sfilare le lavoratrici e i lavoratori per le vie di Milano, in concomitanza con quelle di Roma per il centro Italia  e Taormina per il Sud Italia.

La Filcams-Cgil ha organizzato un Pullman per la manifestazione Milanese, pullman quasi completo, a conferma di quanta determinazione ci sia tra gli operatori del settore, nel far sentire la loro voce, ed arrivare finalmente, ad un contratto nazionale dignitoso”.

 

 

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