Autore Redazione
domenica
28 Giugno 2015
22:47
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Politica - Alessandria

Prima della battaglia di colori in Cittadella, c’è quella politica

Prima della battaglia di colori in Cittadella, c’è quella politica

ALESSANDRIA – La salute dei cittadini, le spese, l’opportunità politica. Su questi tre temi si basano le richieste di chiarimenti della minoranza al Comune di Alessandria, a proposito dell’Holy Festival, la manifestazione in programma sabato prossimo in Cittadella di Alessandria. L’iniziativa, di origine induista sdoganata poi in Occidente, prevede una goliardica battaglia a colpi di polveri colorate. “La vicenda non è stata affatto strumentalizzata dalla nostra parte politica” ha detto il consigliere di Fratelli d’Italia, Emanuele Locci “Abbiamo fatto un’interrogazione scritta per avere dei dettagli tecnici, senza avvisare la stampa, sul fatto che ci fossero tutte le autorizzazioni, se era opportuno sparare dei colori su monumenti del ‘700 come la Cittadella e se tutto questo non comporti conseguenze per, ad esempio, i malati di sclerosi multipla, sensibili all’amido di mais che è uno dei componenti di queste colorazioni. Qualcun altro ha voluto specularci sopra. Infine il mio collega Sciaudone si è chiesto se era opportuno riprendere questa festa indiana, quando sappiamo bene che l’India detiene ancora i nostri due marò.

“L’associazione che ha organizzato l’Holy festival, Radio Sala Prove” ha ricordato il consigliere PD Francesco Di Salvo “ha incaricato una ditta privata alessandrina per la sicurezza. Tutte le autorizzazioni saranno completate come sempre qualche giorno prima della manifestazione. I colori sono composti per il 98% da amido di mais e il restante 2% da colorante naturale. Chi è allergico a queste due sostanze lo sa benissimo. Il Comune, poi, non avrà spese e metterà a disposizione solo i bagni chimici e il palco. Sarà Amag Ambiente, pagata dall’organizzazione, a provvedere alla pulizia. Abbiamo fatto delle prove sull’erba e sull’asfalto, con un po’ d’acqua queste polveri vanno via. E’ un evento che non ha una connotazione religiosa ma sarà ripreso come già è stato fatto in altre città italiane e non. Non resta che partecipare. Il riferimento ai marò? Non si può accostare questo tema a un evento ludico. Se fossi un militare mi sentirei ferito nell’orgoglio.

 

 

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