Autore Redazione
mercoledì
23 Febbraio 2022
05:01
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Politica - Alessandria

Marengo, scontro tra enti. Provincia: “Spreco di soldi”. Comune: “Tutto regolare, metteteceli anche voi”

Marengo, scontro tra enti. Provincia: “Spreco di soldi”. Comune: “Tutto regolare, metteteceli anche voi”

ALESSANDRIA – Una vera e propria frizione quella emersa ieri tra Provincia e Comune di Alessandria durante l’ultima Commissione Sviluppo del Territorio sui lavori previsti a Marengo e finanziati dal Bando Periferie (poco più di 2 milioni di euro per la riqualificazione del parco, una cifra che però comprende anche la zona davanti all’attuale cantiere che dovrebbe ospitare il Palazzo dell’Edilizia). Ad accendere la miccia ci ha pensato un esponente della maggioranza: Maurizio Sciaudone, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale e anche consigliere provinciale, delegato proprio al Polo di Marengo.

“Non voglio entrare nel merito politico vista la posizione che occupo a livello provinciale su questo tema ma” ha premesso l’esponente di spicco del centrodestra “riporto quello che i tecnici della Provincia mi hanno riferito. Sembra che l’ente non abbia dato l’autorizzazione al Comune per poter procedere coi lavori, inoltre non è previsto un intervento antisismico. Eppure ci vorrebbe il piano sismico se si richiede di abbattere la mansarda. E poi si prevede un aumento di visitatori ma non è previsto un parcheggio. Il progetto del Comune prevede servizi igienici per le persone con disabilità, servizi che però già sono presenti in abbondanza. Insomma, viene coinvolta nei lavori la parte nuova ma non la manica vecchia, non è prevista la sistemazione del parcheggio e non sarà fatto nulla sul cortile d’onore. Ricordo, invece, che nel primo progetto era prevista la sistemazione della manica vecchia, con l’aggiunta di due servizi igienici, un’aula per incontri e due stanze adibite alla promozione del territorio. Ora, invece, non sarà previsto l’allaccio alle fogne e verranno spesi 235 mila euro per delle lampade con farfalline. Insomma, quasi uno spreco di soldi pubblici. Se, come sembra, è prevista la costruzione di un terrazzo fra un paio di anni potrebbero verificarsi delle infiltrazioni d’acqua e la situazione finanziaria della provincia con consentirebbe di sistemarle. La situazione è abbastanza preoccupante. Ripeto: sembra che l’autorizzazione ancora non sia arrivata. Mi chiedo se sia possibile rimodulare questa situazione, sistemare cioè la parte vecchia e non intaccare la parte nuova”.

Immediata la replica in aula del Responsabile Unico del Procedimento del Bando Periferie, il dirigente del Comune Pierfranco Robotti: “La Provincia ci ha dato ampio mandato con un atto che non è stato cambiato, il decreto a suo tempo fatto è tuttora valido. Si è fatta una riunione coi tecnici della Provincia dove si sono sviscerati tutti questi aspetti. La proposta alla quale si riferisce il consigliere Sciaudone era iniziale ed è stata rivalutata. Siamo comunque pronti al confronto. L’aspetto sismico? Il progetto esecutivo è stato validato e il progettista si è assunto la responsabilità. Secondo lui l’elemento stato dell’edificio non sarà intaccato. Il terrazzo? Quando lo si farà si adotteranno tutti gli accorgimenti del caso e oggi non si può certo paventare il rischio di perdite d’acqua. L’abbattimento della mansarda? Secondo la Soprintendenza rappresenta la soluzione migliore possibile. Contesto che si dica che il Comune non ha fatto tutto quello che doveva”. 

“Sarebbe meglio che i tecnici di Provincia e Comune si confrontassero ha però insistito Sciaudone “secondo quanto mi ha riferito la ex presidente della Provincia Rita Rossa sarebbe stata autorizzata solo la prima parte dei lavori. E poi dover toccare la parte nuova del complesso e lasciar stare quella vecchia che sta crollando è uno spreco di denaro pubblico, non ha senso farsi il vestito bello ma tenersi le scarpe rotte. La manica vecchia sta crollando: non penso che tutto questo abbia un senso, e lo dico da cittadino. Io, ripeto, non volevo entrare nel merito ma Comune e Provincia si mettano d’accordo, c’è molto scollamento”. 

“Con le risorse oggi a disposizione” ha controreplicato l’architetto Robotti non si riesce ad agire anche sulla manica vecchia. Mi chiedo questo: la Provincia quanti soldi mette per questo intervento? Se investisse anche lei dei fondi ne potremmo tenere conto. Il Comune, invece, investe denari in una struttura non di sua proprietà. Ricordo infatti che queste sono risorse dello Stato che spettano al Comune. Se anche la Provincia mettesse a disposizione delle risorse ne terremmo conto.  Se ci sono risorse aggiuntive meglio ancora. Ha parlato di sperpero di soldi pubblici? Tutto il progetto è stato validato. Le lampade? Sono finalizzate a migliorare la prestazione museale”. 

Cosa fa la Provincia? Noi mettiamo a disposizione quel bene, Marengo” ha concluso Sciaudone “evidentemente il Comune ha previsto anche Marengo nel Bando Periferie perché aveva bisogno di inserire un aspetto culturale nella destinazione delle risorse. Noi non abbiamo chiesto questi interventi. E, comunque, se volete tirare giù mezza palazzina la Provincia non è tenuta a condividere questa ipotesi. Da tempo i consiglieri girano a vuoto e non si riesce mai ad arrivare a un dunque. La burocrazia ormai si è impadronita della politica”. 

“Capisco le osservazioni del consigliere Sciaudone” ha aggiunto l’esponente Pd Enrico Mazzoniquesta problematica era stata sollevata. Ma credo che si possa arrivare a un accordo visto che le maggioranze di Provincia e Comune hanno lo stesso colore politico. Serve un chiarimento definitivo, rispetto alla possibilità di una eventuale rivisitazione del progetto. Occorre capire quanti fondi servono per mettere in sicurezza quella manica”. 

“Sciaudone ha parlato di un suo confronto coi tecnici della Provincia ma perché il Comune non è stato invitato” ha concluso l’architetto Robotti “da quattro anni parliamo di questo tema. La Provincia avrebbe potuto investire sue risorse per fare le cose che riteneva, ma non lo ha fatto. Se quel bene crolla tocca alla Provincia interessarsi. Noi,  quando non riusciamo a intervenire, transenniamo l’area in oggetto per non farci andare più nessuno”.

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