Autore Redazione
martedì
12 Settembre 2023
11:04
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Politica - Alessandria

Salario Minimo, ordine del giorno del M5S in consiglio comunale: “Misura necessaria e urgente”

Salario Minimo, ordine del giorno del M5S in consiglio comunale: “Misura necessaria e urgente”

ALESSANDRIA – Il consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Alessandria hanno presentato un ordine del giorno che invita il consiglio comunale e la giunta ad “attivarsi presso il Parlamento per sostenere con forza la necessità di provvedere ad approvare la proposta di Legge sul Salario Minimo a 9 euro all’ora. “Le cittadine e i cittadini non possono più attendere. E’ necessario e urgente che si concretizzi una misura sancita già dalla nostra Costituzione ma purtroppo ancora in attesa di attuazione” hanno sottolineato Sanny Santoro e il capogruppo pentastellato Francesco Gentiluomo. 

Nel frattempo prosegue ad Alessandria la raccolta firme promossa dai pentastellati. Di seguito il calendario dei banchetti dove poter sottoscrivere la petizione:

Giovedì 14 settembre presso l’info point di Via Mazzini, 36 dalle 16 alle 19
Lunedì 18 settembre in piazza Ceriana dalle 10 alle 12
Giovedì 21 settembre presso l’info point di Via Mazzini, 36 dalle 16 alle 19
Sabato 23 settembre in Piazzetta della Lega dalle 16 alle 19
Lunedì 25 settembre in piazza Perosi dalle 10 alle 12
Giovedì 28 settembre presso l’info point di Via Mazzini, 36 dalle 16 alle 19

Di seguito il testo integrale dell’Ordine del Giorno.

PREMESSO CHE

• L’articolo 36 della Costituzione italiana recita che “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”
• Il salario minimo legale è una misura di dignità per la quale il Movimento 5 Stelle si batte con forza e determinazione da ben 10 anni e che nei mesi scorsi è stata presentata una proposta di legge alla Camera a prima firma del Presidente Giuseppe Conte. Nel nostro Paese, infatti, l’11,7 per cento dei lavoratori dipendenti riceve un salario inferiore ai minimi contrattuali: dato questo ben al di sopra della media dell’Unione europea, che si attesta al 9,6 per cento. A ciò si aggiungono i dati sulle prospettive di vita: stando ai dati attuali (fonte Censis) ben 5,7 milioni di giovani rischiano di avere nel 2050 pensioni sotto la soglia di povertà;
• Anche le altre forze di opposizione hanno appoggiato la proposta di legge suddetta

CONSIDERATO CHE
• il potere d’acquisto delle retribuzioni contrattuali dei lavoratori italiani continua ad arretrare con un aumento previsto nel 2023 pari al 2,5% di molto inferiore alla crescita dei prezzi
• la Maggioranza ha bloccato la discussione della proposta di Legge in Parlamento

• la garanzia di una retribuzione dignitosa e adeguata per tutti i lavoratori favorirebbe senz’altro la realizzazione di un mercato del lavoro più inclusivo, equo e paritario, abbattendo le disuguaglianze, anche in termini di divario retributivo di genere
• gli studi condotti dalla Commissione europea dimostrano come l’aumento dei costi del lavoro verrebbe in gran parte compensato da un incremento dei consumi da parte dei lavoratori a basso salario
• nonostante nel nostro Paese si registri una copertura quasi totale della contrattazione collettiva (che si attesta al 98 per cento della forza lavoro impiegata nel settore privato e riguarda oltre il 99 per cento delle aziende private), purtroppo un consistente numero di lavoratori percepisce salari non dignitosi
• con l’abrogazione della misura del “reddito di cittadinanza”, dopo il 31 dicembre 2023, per effetto del cosiddetto “Decreto- legge Lavoro”, molti lavoratori vedranno decurtato il loro salario (le stime ci dicono che 365.436 lavoratori non supereranno la soglia di povertà)
• secondo uno studio dell’Inapp, realizzato nel 2021, con un salario minimo a 9 euro lordi l’ora il 23,3% delle lavoratrici vedrebbe crescere i propri salari. Colpisce, pertanto, che il Governo guidato dalla prima Presidente del Consiglio dei Ministri donna nella storia d’Italia si scagli contro una misura che avvantaggerebbe soprattutto le lavoratrici, che restano, insieme ai giovani, ancora più svantaggiate sul lavoro;
• secondo i calcoli depositati dall’ISTAT, l’eventuale introduzione di un salario minimo pari a 9 euro lordi l’ora comporterebbe aumenti per 3,6 milioni di rapporti di lavoro (3 milioni
circa di lavoratori) con un aumento medio di 804 euro a rapporto e una crescita del monte salariale di quasi 2,9 miliardi.

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