Autore Redazione
venerdì
19 Gennaio 2024
18:01
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Politica - Novi Ligure

Ex Ilva, ministro Urso: “Dialogo in corso con 3/4 investitori importanti”

Ex Ilva, ministro Urso: “Dialogo in corso con 3/4 investitori importanti”

NOVI LIGURE – Importante aggiornamento sul futuro dell’ex Ilva, il colosso siderurgico che, oltre a Taranto, è presente anche in provincia di Alessandria con lo stabilimento a Novi Ligure. Il ministro delle Imprese e del Made In Italy, Adolfo Urso, ha infatti sottolineato che è in atto una interlocuzione con 3/4 investitori importanti sul piano internazionale interessati all’ex Ilva. Entro giugno vogliamo presentare il piano siderurgico nazionale che possa concretizzare il rilancio del settore. Consulteremo tutti gli attori. Lo stiamo facendo con Arvedi, con l’accordo di programma che dovrebbe essere sottoscritto a febbraio, lo stiamo facendo a Piombino, con due significative ipotesi di investimento complementari, una Metinvest, con cui abbiamo firmato un protocollo d’intesa, l’altra Jindal che ho incontrato proprio ieri e con cui dovremmo concludere la prossima settimana per far risorgere il polo siderurgico, green in questo caso, di Piombino. Inoltre c’è la lodevole attività che stanno svolgendo gli acciaieri del Nord che sono i più avanzati sul piano della sostenibilità ecologica a livello europeo e che contribuiranno a questo piano che è nostra intenzione realizzare”.

“Quello che era il più importante stabilimento siderurgico europeo, l’ex Ilva, può tornare ad essere uno dei più significativi stabilimenti siderurgici green d’Europa con le sue realtà a Taranto, Genova e Novi Ligure. La nostra intenzione è che, attraverso l’amministrazione straordinaria, ove questa fosse la strada, si puntasse non solo alla continuità produttiva e alla manutenzione degli impianti, ma anche, ovviamente, e da subito, all’aumento della produzione di Taranto che lo scorso anno sarà pari, se non inferiore, a quella negativa del 2022. La decisione dell’amministrazione straordinaria e di far scendere in campo il Governo è dovuta anche a questo, a evitare la lenta ma continua e progressiva riduzione della capacità produttiva di Taranto, che comunque avrebbe avuto ripercussioni anche sulle vostre imprese”.

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