Autore Redazione
lunedì
28 Dicembre 2015
23:00
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Politica - Acqui Terme

L’acquese si mobilita per difendere l’ospedale della città termale

L’acquese si mobilita per difendere l’ospedale della città termale

ACQUI TERME – L’acquese è pronto mobilitarsi in difesa dell’Ospedale della città termale. Questo martedì mattina, sindaci e cittadini si raduneranno alle 10 davanti  al “ Mons. Galliano” per una manifestazione di protesta contro il ridimensionamento del nosocomio acquese. La mobilitazione, annunciata già nelle passate settimane, è solo l’ultima delle azioni messe in campo dai sindaci del distretto acquese contro la riforma sanitaria piemontese. I primi cittadini nei mesi scorsi si erano già rivolti al Tar e, in attesa del verdetto del Tribunale amministrativo, avevano scritto lettere su lettere per bloccare ogni azione di ridimensionamento. L’ultima busta spedita solo qualche giorno fa al Direttore Generale dell’Asl Al, Gilberto Gentili, e all’Assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, conteneva  una “diffida” vera e propria del sindaco di Acqui, Enrico Bertero. Proprio alla luce dei chiarimenti chiesti dal Tar sulle ragioni che hanno portato la Giunta Regionale a definire la nuova classificazione dell’Ospedale di Acqui Terme, il sindaco ha diffidato Asl e Regione a “intraprendere o proseguire ogni azione di ridimensionamento, compresi trasferimenti di personale e di macchinari”. Il sindaco Bertero ha alzato la voce per riavere subito i due medici presenti durante la notte  nel Dipartimento di Emergenza e ripristinare personale e macchinari in ogni altra  struttura “già in qualsivoglia modo ridotta”. Determinato a salvaguardare la salute dei cittadini acquesi,  Enrico Bertero si è quindi riservato di adottare  “le azioni ritenute più opportune” per raggiungere questo scopo.

Una determinazione che questo martedì mattina lo porterà a indossare la fascia tricolore e, insieme a una trentina di colleghi sindaco del distratto acquese, presidiare l’ospedale cittadino “con i cittadini che vorranno partecipare”. “Io ho chiamato a raccolta tutti e mi auguro di vedere tante persone davanti al nostro ospedale  – ha spiegato Bertero – La Giunta regionale ha deciso di togliere uno dopo l’altro i servizi sanitari essenziali per il nostro territorio. I cittadini dei comuni del crinale appenninico, come ad esempio Merana o Pareto che distano 65 Km da Acqui dovranno farne altri 34 per arrivare ad Alessandria, se non molti di più nel caso debbano raggiungere addirittura l’Ospedale di Casale. In 56 anni di vita io non avevo mai visto una  disorganizzazione del genere. Da qui la manifestazione di questo 29 dicembre.   Una grande presa di posizione da parte di 34 sindaci e, mi auguro, di migliaia di cittadini che marceranno insieme dall’Ospedale di Acqui fino al Comune per dimostrare la nostra volontà di non farci ‘infinocchiare’ da questi tagli fatti schifosamente cadere dall’alto”.

Pronti a difendere l’ospedale acquese dai tagli decisi a Torino sono anche i Comitati di base della Valle Bormida che, nei giorni scorsi, hanno già annunciato la loro presenza alla manifestazione di questo 29 dicembre. Hanno appoggiato, seppur con riserva” l’iniziativa di questo martedì anche Paolo Mighetti, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e Pier Paolo Cannito, consigliere pentastellato del Comune di Acqui. Per i due esponenti del Movimento 5 Stelle, infatti, per quanto positiva, la manifestazione di questo martedì arriverebbe ormai “fuori tempo massimo”. “Pur sostenendo il presidio del 29 dicembre – hanno scritto in un comunicato congiunto Mighetti e Cannito – ci preme sottolineare come quest’azione dovesse essere intrapresa in altro luogo ed in altro tempo. Forse per impensierire Saitta bisognava svegliarsi prima e farsi notare davanti alla finestra del suo ufficio a Torino, qualche mese fa. Pensiamo altresì che la manifestazione sia un momento importante come premessa a nuove azioni popolari. Nei mesi scorsi qualcuno sosteneva che minimizzare ciò che stava succedendo poteva evitare una progressiva diffidenza nei nostri servizi ospedalieri. A quanto pare è servito solo ad evitare una mobilitazione inevitabile e necessaria a far sentire la voce dell’acquese”.

A poche ore dalla manifestazione in difesa dell’Ospedale di Acqui, sono interventi sull’argomento anche i consiglieri regionali del Pd, Davide Gariglio, Walter Ottria e Domenico Ravetti.  “Condividiamo le perplessità e le preoccupazioni sollevate – hanno commentato – In una prima fase  abbiamo ottenuto che dal piano regionale venissero mantenuti alcuni servizi prima eliminati, ora serve un approfondimento sui fabbisogni di prestazioni sanitarie del territorio”.  “Chiediamo – hanno  aggiunto in particolare Ottria e Ravetti – un ulteriore approfondimento sull’ospedale acquese, non solo perché riteniamo che la struttura meriti una valorizzazione, anche a seguito del recente ammodernamento, ma soprattutto perché copre un territorio vasto che interessa l’intera valle Bormida fino ad arrivare ai confini con la Liguria”. “I territori verranno ascoltati – ha sottolineato il capogruppo Pd Gariglio – non sempre è possibile accogliere le richieste, ma l’obbligo di provarci in tutti i modi lo ritengo indispensabile nei confronti di una comunità che si mobilita”.

A breve – hanno concluso Ottria, Ravetti e Gariglio – incontreremo l’assessore Saitta per discutere dell’Ospedale di Acqui, riteniamo necessario un incontro istituzionale tra l’assessore e i sindaci in tempi stretti”.

 

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