Autore Redazione
martedì
9 Febbraio 2016
04:35
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Politica - Casale Monferrato

Forza Italia interroga la maggioranza sulla discarica Bazzani: “Sbagliato ampliarla solo per pochi rifiuti indifferenziati”

Forza Italia interroga la maggioranza sulla discarica Bazzani: “Sbagliato ampliarla solo per pochi rifiuti indifferenziati”

CASALE – Sul progetto di ampliamento della discarica di Bazzani intervengono il coordinatore cittadino di Forza Italia, Guido Gabotto, e il capogruppo in Consiglio Comunale Vito De Luca.

“Per la chiarezza che dobbiamo ai cittadini casalesi sul nostro agire amministrativo nel quinquennio della giunta Demezzi – afferma il capogruppo De Luca, rispondendo al Consigliere di maggioranza Vargiolu – è necessario contestualizzare le iniziative messe in atto nel 2010. Nei primissimi mesi di quell’anno, insediati da poco, ricevemmo in Comune i vertici dalla società Cosmo S.p.A. che ci ragguagliarono sulla situazione della discarica Bazzani e fummo molto colpiti dal perentorio allarme che essi manifestarono. In sostanza ci dissero che la vita residua della discarica, quindi della volumetria disponibile, era all’incirca di due anni e che bisognava agire in fretta per non trovarci in serie difficoltà. A questo allarmante messaggio ragionammo in questi termini: 1- Demmo mandato alla società Cosmo di produrre uno studio preliminare per avere dati concreti sulle necessità in termini di volumetria necessaria al fabbisogno del territorio e dei costi relativi. 2- Cominciammo a cercare soluzioni alternative alla mera discarica, che fossero rispettose dell’ambiente, economicamente vantaggiose, in linea con le migliori tecnologie disponibili. Quindi, da una parte ci cautelammo per ogni evenienza dando il via allo studio di fattibilità per l’eventuale ampliamento della discarica, e dall’altra cercammo una soluzione alternativa alla mera discarica in ossequio alla direttiva europea 99/31/CE recepita dal ns. Paese con il D.Lgs. 36/2003, che prevede che ciò finisce in discarica “debba essere l’opzione residuale”, dopo aver messo in atto tutte soluzioni finalizzate alla riduzione, recupero e riciclaggio di tutte le frazioni a qualsiasi titolo valorizzabili. Quale quindi la soluzione che allora individuammo e che avremmo messo in campo? Tenuto conto degli impianti presenti a Bazzani, ovvero l’impianto di tritovagliatura e di biostabilizzazione dei rifiuti, seppur rivedibili dal punto di vista strettamente tecnico, valutammo già allora l’ipotesi di ridurre i rifiuti conferiti in discarica, aggiornando e integrando gli impianti esistenti con nuove attrezzature finalizzate alla produzione di CSS (combustibile solido secondario) da inviare al recupero energetico, ripercorrendo le esperienze impiantistiche positive di realtà a noi vicine come Cavaglià (VC) o Villafalletto (CN). Il tempo si è incaricato di dimostrare come il messaggio che nel 2010 ricevemmo era errato tanto che la discarica che doveva chiudere nel 2012 è ancora oggi, nel 2016, funzionante; avendone la possibilità, avremmo portato avanti il progetto individuato all’epoca, nel corso del mandato successivo.”

Aggiunge Gabotto: Gli interventi dei Consiglieri Comunali di maggioranza sul progetto di ampliamento della discarica di Bazzani palesano una scarsa familiarità con gli argomenti trattatie continua – Le politiche di gestione dei rifiuti sono argomento molto complesso, che richiede ampia conoscenza della materia a partire dalle direttive Europee fino alle leggi nazionali e regionali, oltre che delle varie soluzioni tecniche di trattamento attualmente disponibili. Ragionando come il consigliere Servato, non dovremmo mandare la nostra frazione organica al compostaggio di Alessandria, ma dovremmo gestirla a Bazzani: ciò sarebbe economicamente insostenibile, visti gli esigui quantitativi prodotti, insufficienti a rendere economicamente vantaggiosa qualsiasi soluzione impiantistica finalizzata al trattamento in loco di questa frazione destinata alla produzione di compost. E così – continua ancora Gabotto – mettere in atto soluzioni di trattamento del rifiuto indifferenziato diverse dallo smaltimento in discarica è un obbligo morale ancor prima che normativo. Come detto, integrando l’impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB) di Bazzani con nuove linee aggiuntive destinate alla produzione di CSS, si ridurrebbe a percentuali che oscillano tra il 20 e il 30 % della quantità in ingresso, a seconda delle soluzioni impiantistiche adottate, la quantità di rifiuto da conferire in discarica, la cui costruzione non sarebbe più necessaria. Ipotizzando anche costi uguali tra le due soluzioni, discarica o valorizzazione, anche se di fatto quelli per la seconda sarebbero nettamente inferiori, è evidente come la sostenibilità ambientale della valorizzazione delle frazioni sia infinitamente superiore e quindi l’unica da perseguire!”

De Luca e Gabotto si interrogano e interrogano l’Amministrazione di Casale: “Perché avendo a disposizione un impianto di trattamento meccanico-biologico attualmente impiegato molto al di sotto delle sue potenzialità, non si prevede di ammodernarlo e integrarlo per trattare il rifiuto e produrre combustibile solido secondario, anziché pensare di ampliare la discarica? Perché non mettere in atto una soluzione sostenibile a livello ambientale e paesaggistico, senza di fatto un limite di durata temporale, anziché deturpare ulteriormente il territorio con una discarica fortemente impattante da tutti i punti di vista e la cui gestione sarà un onere pesante per i prossimi decenni? Se già oggi conferiamo l’umido ad Alessandria, perché non potremmo conferire in altra discarica anche la frazione residuale della produzione di CSS? Inoltre, come posto in sede di Consiglio Comunale alla Sindaca Palazzetti ed alla sua Giunta, senza peraltro una risposta chiara: Perché investire 6,5 milioni di euro nell’ampliamento della discarica Bazzani di proprietà per conferire i rifiuti ad un costo 145 €/T ben superiore a quello di mercato 110€/T? Quali sono i veri motivi che spingono un’amministrazione, nel 2016, a scegliere ancora la via della discarica, in disaccordo con qualsiasi dettame normativo, come soluzione al trattamento di pochi, oltretutto e in assoluto, rifiuti indifferenziati?”

“A queste domande – concludono – ci aspettiamo risposte concrete e dettagliate e non solo vaghe e generiche esternazioni prive di sostanza e valenza tecnica e normativa.”

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