Autore Redazione
martedì
16 Febbraio 2016
08:57
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Politica - Alessandria

Consiglio Comunale ad Alessandria. L’opposizione annuncia “non ci saremo”

Consiglio Comunale ad Alessandria. L’opposizione annuncia “non ci saremo”

ALESSANDRIA – Gran parte dei banchi riservati alla minoranza del Comune di Alessandria questo martedì resteranno vuoti. I consiglieri della Lega Nord, Pdl, Udc, Unione Democratica Rumeni in Italia non parteciperanno ai lavori del Consiglio Comunale per stigmatizzare quello che hanno definito l’atteggiamento di “chiusura, arroganza ed esclusione al dialogo” dell’amministrazione e della maggioranza. A bruciare è ancora l’assenza dell’assessore al bilancio alla recente commissione dedicata alla spinosa vicenda dell’Imposta Comunale sulla pubblicità e la conseguente uscita dall’aula dei consiglieri di maggioranza. Decisi a ottenere un cambio di rotta rispetto a quella che all’opposizione appare come “una tendenza a evitare il confronto su temi scottanti” i consiglieri questo martedì diserteranno la seduta a Palazzo Rosso.

Di seguito il comunicato integrale. 

I gruppi di minoranza del Consiglio Comunale di Alessandria (LN, PDL, UDC, UDRI) mettono ancora una volta in evidenza lo scorretto modo di relazioni politiche esercitato dall’attuale maggioranza e dall’Amministrazione di sua espressione.

La politica, specie in questo momento di diffusa disaffezione deve, al contrario essere dialogo con i cittadini e con chi, nelle aule delle Istituzioni, li rappresenta.

Tutto ciò non sta avvenendo: come opposizione assistiamo ad atti di chiusura, di arroganza e di esclusione al dialogo, mentre noi riteniamo che quest’ultimo possa invece servire per migliorare le decisioni da adottare a favore del bene comune.

In questo quadro, le Commissioni consiliari rappresentano un importante momento di confronto, sempre che siano basate sul dialogo e non sulla comunicazione a compartimenti stagni, sui monologhi propagandistici e sull’immutabilità di decisioni già prese nelle segrete stanze.

I fatti connessi alla Commissione Bilancio che voleva affrontare temi di grande interesse per molti cittadini, come quello sugli esosi tributi imposti ai commercianti le cui vetrine recano insegne, e a cui è stata letteralmente carpita la buona fede, terminati con l’abbandono dell’aula da parte della maggioranza, già rea di aver giustificato l’assenza dell’assessore competente, laddove invece sarebbe stato più opportuno assistere alla sollecitazione seria e responsabile di una presenza dell’esecutivo, sono emblematici di questo clima.

Non è la prima volta comunque, che assessori non si presentano ai lavori delle Commissioni, evitando il confronto su temi scottanti e che magari suscitano imbarazzo nella maggioranza, ma che vanno affrontati nell’ottica di risolvere i cogenti problemi di Alessandria.

Queste ragioni fanno sì che occorra un momento di riflessione ed un’iniziativa di ripresa dei rapporti istituzionali da parte della maggioranza, che, ad esempio, non può continuamente stare a guardare se responsabili di alcune importanti partecipate snobbano i lavori delle Commissioni o addirittura se gli strumenti statutariamente offerti all’opposizione, come le strutture del Controllo di gestione, vengano stolidamente soppresse.

La non partecipazione dei gruppi consiliari sopracitati ai lavori del Consiglio Comunale del 16 febbraio 2016 ha dunque questo obiettivo esercitato per un’adunanza di minore importanza, in modo da non danneggiare la città. L’obiettivo, cioè di evitare che si proceda in questo clima, di dare un segnale di inadeguatezza di relazioni politiche, di richiedere l’attacco di un’iniziativa di lavoro per la città che ha bisogno del meglio che si possa ancora dare, scongiurando il fatto che già ora il peso della futura campagna elettorale fermi ciò che da tempo è bloccato, nella speranza che almeno gli ultimi mesi di legislatura possano vedere realizzazioni e decisioni, che in questi quattro anni, purtroppo, i cittadini non hanno potuto rilevare. E la conseguenza non poteva che essere un giudizio talmente sfavorevole da precipitare e mantenere il Sindaco all’ultimo posto della graduatoria nazionale”.

 

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