4 Aprile 2025
19:14
Risarcimento Solvay, Comune Alessandria: “Ecco perché l’offerta di 100 mila euro è stata ritenuta congrua”
ALESSANDRIA – Attraverso un secondo comunicato stampa il Comune di Alessandria ha fornito ulteriori precisazioni rispetto alla decisione di accettare il risarcimento di 100 mila euro della Solvay (ora Syensqo, ndr) nell’ambito del processo per disastro ambientale colposo nei confronti degli ex direttori dello stabilimento di Spinetta Stefano Bigini e Andrea Diotto. Il Comune risponde così indirettamente anche alle critiche del Comitato Vivere in Fraschetta.
Una decisione maturata “al termine di una discussione di Giunta, dopo un lungo lavoro di analisi da parte dell’avvocatura comunale e tenendo aperto un dialogo costante con i legali che tutelano i cittadini costituitisi parte civile nel processo” ha precisato Palazzo Rosso. L’amministrazione comunale ha anche fatto notare che nel precedente procedimento, conclusosi alla Corte d’Assise d’Appello di Torino, nonostante la gravità dei capi di imputazione – che prevedevano pene fino a trent’anni di carcere – il risarcimento accordato al Comune era stato di soli 50.000 euro, sempre per danno d’immagine. “In questo nuovo processo, dove i capi d’imputazione prevedono la possibilità di patteggiamento o riti alternativi che escluderebbero la costituzione di parte civile” si legge nella nota del Comune “l’offerta ricevuta è stata ritenuta congrua sulla base di tre principali criteri oggettivi:
1. Il confronto con il precedente processo: i capi di imputazione per gli accusati sono più blandi e in sede di processo avrebbero potuto escluderci come parte civile, scegliendo un rito abbreviato o un patteggiamento; in questo caso la possibile liquidazione sarebbe arrivata solo al termine di un processo civile da svolgersi al termine dell’attuale processo penale, sempre che questo si concluda con la condanna degli imputati;
2. L’aspetto quantitativo: al termine del precedente processo al Comune di Alessandria venne riconosciuto un danno d’immagine della metà di quanto abbiamo accettato oggi;
3. Il quadro normativo vigente, che stabilisce che gli enti locali possono richiedere esclusivamente il risarcimento per il danno d’immagine, mentre il risarcimento per il danno ambientale può essere richiesto solo dal Ministero dell’Ambiente.
“Il risarcimento ottenuto non chiude la vicenda della tutela dei diritti ambientali e dei risarcimenti dovuti ai cittadini” ha quindi aggiunto l’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Abonante “a differenza di quanto accadde nello scorso processo, il Ministero dell’Ambiente è impegnato a far valere le proprie ragioni e ci aspettiamo che i giudici possano riconoscere allo Stato un risarcimento di gran lunga superiore.L’auspicio è che questo venga messo a disposizione per il territorio di Spinetta e della Fraschetta per accelerare di molto il procedimento di bonifica ambientale di tutta l’area inquinata all’esterno del polo chimico. L’amministrazione comunale è impegnata a garantire la massima trasparenza e a tutelare gli interessi della collettività in ogni sede opportuna; pertanto, come già annunciato il risarcimento verrà utilizzato per rendere più operativo l’Osservatorio ambientale della Fraschetta che abbiamo recentemente insediato, per la terza fase dell’indagine epidemiologica (dedicata a stabilire l’eventuale correlazione tra presenza di pfas nel sangue e salute dei cittadini, ndr), già in parte finanziata e in attesa delle linee guida e della parte metodologica per competenza in capo all’ASL, e per i primi interventi di somma urgenza nei cimiteri della città”.