Autore Redazione
martedì
29 Marzo 2016
03:02
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Politica - Alessandria

Case popolari: in provincia c’è “un difficile abitare”

Case popolari: in provincia c’è “un difficile abitare”

PROVINCIA – Si intitola “Un difficile abitare” il rapporto 2015 sul problema casa in Italia, realizzata dalla Cisl, il sindacato inquilini Sicet e la Caritas. In particolare, rispetto alla media nazionale, il Piemonte registra un trend ancora più negativo, come sottolineato dal segretario del Sicet Cisl Alessandria-Asti, Giampaolo Demartini, data la crisi della grande industria.

Ad Alessandria, ad esempio, la graduatoria ATC aperta a fine 2013 e chiusa due settimane fa ha visto 654 domande valide, più circa 100 richieste escluse. “I motivi possono essere diversi: la mancanza di documentazione, il fatto che chi fa domanda è già proprietario di immobili, oppure è moroso e indica i dati anagrafici della coniuge” ha detto Demartini. 

A Casale sono 320 le domande valide, 50 quelle respinte, in base all’ultima graduatoria del febbraio 2015. A Valenza l’ultimo bando si è chiuso nel 2012, con 120 domande valide e 26 escluse. A Tortona, secondo l’elenco del 2014, sono 290 le richieste accettate, a fronte di 80 no. Il bando del maggio 2015 ha visto 210 domande valide e 50 respinte. Circa 200 domande valide anche ad Acqui.

“I problemi lavorativi e la povertà stanno portando le famiglie italiane al collasso” ha aggiunto il segretario Demartini “non siamo in grado di soddisfare questo disagio abitativo. Il profilo di una famiglia che ha bisogno di una casa è vario: italiani e stranieri sono sullo stesso piano. Di solito gli stranieri che si rivolgono a noi hanno famiglie numerose, mentre gli italiani spesso sono pensionati o persone che hanno perso il lavoro. Manca una politica abitativa, un osservatorio che garantisca un accompagnamento stabile, con canoni sostenibili. Le diverse leggi a livello regionale, poi, comportano delle disparità.”

“Dagli ultimi dati – riflette Sergio Didier, Segretario generale Cisl Alessandria -Asti – emerge che l’Italia è terz’ultima in Europa in termini di peso delle abitazioni sociali sul patrimonio abitativo, superata soltanto da Portogallo e Spagna. Si evidenzia quindi la necessità di adottare misure strutturali, per mostrare una volontà d’inversione di tendenza, dopo anni di totale disinteresse e di fallimento dei recenti provvedimenti legislativi in materia di welfare abitativo”.

L’indagine “Un difficile abitare”, pubblicata per le Edizioni Lavoro è stata realizzata da W. Nanni, M. Auriemma, M. Petterlin e ha coinvolto un campione rappresentativo di utenti dei Centri di Ascolto Caritas e degli sportelli Sicet, nelle principali aree metropolitane del paese.

Gli esperti del SICET sono a disposizione per fornire risposte e sciogliere dubbi a tutti coloro che hanno problemi abitativi presso gli uffici presenti nelle sedi CISL della provincia di Alessandria ed Asti: ad Alessandria in via Tripoli 14 (tel. 0131-204735), Acqui Terme, Arquata Scrivia, Casale Monferrato, Gavi, Novi Ligure, Ovada, Tortona, Valenza ed Asti in via XX Settembre 10 (tel. 0141 530266).

 

I numeri dell’abitare difficile

– Le soluzioni abitative con caratteri di apparente provvisorietà, che riguardano tutti coloro che vivono in stanze e posto letto, raggiungono nel loro insieme una quota di presenza non trascurabile, pari all’8,5% di tutti gli intervistati;
– L’11,1% del totale delle persone che vivono in affitto è privo di contratto; al 26,6% delle persone che vivono in affitto non viene rilasciata nessun tipo di ricevuta; al 32,6%, viene rilasciata una ricevuta sottostimata, che non copre l’ammontare reale della rata di affitto;
– A livello generale, quasi la metà del campione vive in abitazioni definite “strutturalmente danneggiate” (47,3%). Una quota di poco inferiore di persone vive in case/alloggi ritenuti di “ridotte dimensioni” (43,5%); il 20,4% in situazioni di “mancanza di luminosità”;
– La metà delle persone che si rivolgono ai due enti dichiara di incontrare grandi difficoltà nel pagare l’affitto, la rata di mutuo o le spese condominiali di gestione/mantenimento dell’abitazione. Nel caso degli utenti Caritas, tale quota è pari al 68,7% di tale universo;
– Nel caso degli utenti Caritas/associati Sicet, il 73,2% delle persone che vivono in affitto e il 71,4% di coloro che stanno pagando la rata del mutuo si colloca in situazione di potenziale sofferenza economica, in quanto il peso dell’affitto/mutuo supera il valore-soglia del 30 per cento sul totale del reddito;
– A livello generale, il 16,0% del campione vive un problema di sfratto o di pignoramento giudiziario. Si tratta in prevalenza di italiani, abitanti nelle regioni del Mezzogiorno, di età compresa tra 50 e 64 anni, disoccupati, che vivono in famiglie non eccessivamente numerose (massimo 5 componenti), con figli minori e un basso livello di reddito. Più della metà degli sfrattati/pignorati vive in alloggi con “strutture danneggiate” (Il 58,8%). Il 45,4% risiede in abitazioni considerate di “ridotte dimensioni” e il 32,0% vive in condizioni di sovraffollamento. Più rare, anche se non del tutto assenti, le situazioni di totale assenza di dotazioni igieniche, che riguardano comunque una persona su dieci (9,3%).
– A fronte di tale livello di disagio, le risposte istituzionali appaiono deboli: solo il 23,5% degli utenti Caritas/Sicet usufruisce di una o più misure socio-assistenziali nazionali o locali. La misura più diffusa, il Fondo nazionale di sostegno alla locazione, è fruita dal 10,6% del campione (45,1% di tutti coloro che ricevono un aiuto socio-assistenziale).
EMERGENZA ABITATIVA E WELFARE, IN ITALIA E IN EUROPA
– A livello europeo, se prendiamo in considerazione lo stock di abitazioni sociali in affitto in rapporto al totale delle abitazioni i Paesi Bassi sono il Paese con il livello più alto (32%), seguiti da Austria (23%), Danimarca (19%), Regno Unito (18%), Svezia (18%), Francia (17%) e Finlandia (16%). L’Italia, con il suo 5,3% è agli ultimi posti della classifica europea, sotto il valore medio dell’Unione Europea (8,3%);
– Gli sfratti: in Italia provvedimenti esecutivi di sfratto ad uso abitativo emessi nell’anno 2014 sono stati 77.278, di cui: 3.433 per necessità del locatore, 4.830 per finita locazione e 69.015 per morosità e altra causa. Nello stesso periodo le richieste di esecuzione sono state 150.076 e gli sfratti eseguiti 36.083. Il raffronto con i dati dell’anno precedente evidenzia per i provvedimenti di sfratto emessi un aumento del +5%. Rispetto al 2013 le richieste di esecuzione sono aumentate del 14,6 e gli sfratti eseguiti 13,5%;
– Nel patrimonio residenziale pubblico gestito dagli ex IACP abitano circa 2 milioni di persone spesso in situazioni di estrema fragilità sociale: 140 mila persone disabili; 600 mila anziani ultra65enni; 130 mila immigrati extracomunitari; 34% di famiglie con redditi al di sotto dei 10 mila euro annui; sono circa 650 mila le domande di alloggi ERP in attesa di esecuzione.

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