22 Gennaio 2026
20:31
Iran, il consiglio regionale del Piemonte prende posizione: sì unanime contro la repressione
PIEMONTE – Una presa di posizione unanime e netta contro la brutale repressione in Iran e a sostegno dei diritti umani fondamentali. Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato un ordine del giorno, proposto dall’intero Ufficio di Presidenza, che impegna il presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo affinché l’Italia continui a esercitare una pressione diplomatica incisiva, in sede europea e alle Nazioni Unite, per fermare la repressione, sospendere le esecuzioni e garantire il rispetto dei diritti umani.
Il documento ricorda come tutte le forze di opposizione iraniane presenti in Italia abbiano denunciato la violenza del regime, definita un vero e proprio crimine contro l’umanità, chiedendo alla comunità internazionale di stare al fianco del popolo iraniano. L’ordine del giorno impegna inoltre la Regione a sostenere iniziative di sensibilizzazione e cooperazione internazionale per la protezione dei civili e il sostegno alla popolazione iraniana.
Ad aprire la discussione in Aula è stato Yoosef Lesani, vicepresidente dell’associazione “Iran libero e democratico”: “Porto un solo messaggio che non riguarda solo il presente, ma il destino della nostra lotta e delle nostre aspirazioni. È il grido di un popolo che sogna la libertà, che non vuole più essere prigioniero ma rinasce. Questo regime teocratico non cadrà per effetto di decisioni prese nelle capitali del mondo o di interventi stranieri: nessuna pressione esterna può sostituire la volontà di un popolo determinato. Noi siamo vivi perché l’amore non muore mai”.
Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha sottolineato come «di fronte alla brutale repressione in atto in Iran, il Consiglio regionale del Piemonte non può restare in silenzio», ribadendo tre principi: condanna senza ambiguità delle violenze del regime, rifiuto della pena di morte come strumento di repressione politica e sostegno a un’azione diplomatica internazionale forte e coordinata.
Il vicepresidente del Consiglio Domenico Ravetti ha evidenziato il valore del testo approvato: «Abbiamo richiamato l’uso sproporzionato della forza e la limitazione delle libertà personali, ma anche parole che riportano alla speranza, al dialogo, alla pressione diplomatica e alla democrazia. La libertà in Iran riguarda tutti noi».
Nel dibattito sono intervenuti rappresentanti di tutti i gruppi. Carlo Riva Vercellotti (Fdi) ha parlato di «repressione violenta e uccisioni senza se e senza ma», mentre Paolo Ruzzola (Fi) ha ribadito che «deve essere il popolo iraniano a decidere il proprio futuro». Gianna Gancia (Lega) ha ricordato i giovani che lottano per la libertà, definendoli «un monito anche per chi vive in un Paese democratico».
Silvio Magliano (Lista Cirio) ha richiamato il caso di Ahmadreza Djalali, mentre Alice Ravinale (Avs) ha ricordato l’uccisione di Mahsa Amini, sottolineando la necessità di una forte pressione diplomatica nel rispetto del diritto internazionale. Per Vittoria Nallo (Sue), «quella in corso in Iran è uno spartiacque storico tra libertà e oscurantismo», con una generazione giovane che oggi rappresenta la principale paura del regime.
Con il voto unanime, il Consiglio regionale del Piemonte ribadisce che i diritti umani non hanno confini e che la libertà non può essere soffocata dalla violenza.