11 Febbraio 2026
15:06
Fratelli d’Italia e Lega replicano alla Casa delle Donne: “Vergognoso strumentalizzare un femminicidio”
ALESSANDRIA – L’assegnazione per nove anni dell’ex Mensa Guala in via San Giovanni Bosco alla Casa delle Donne continua a tenere banco sotto il cielo della politica. Il giorno dopo la replica della Casa delle Donne agli esponenti di centrodestra, firmatari di una richiesta di verifica e di attivazione dei poteri di autotutela, è arrivata la risposta dei presidenti di Fratelli d’Italia e Lega Emanuele Locci e Mattia Roggero alle attiviste. Queste ultime avevano parlato di “accanimento ideologico“ delle opposizioni “contro uno spazio che ospita un Centro Antiviolenza, mentre una ragazza di 17 anni viene uccisa (la 17enne di Nizza Monferrato Zoe Trinchero, ndr), mentre questa comunità è scossa da un femminicidio che mette a nudo l’assenza di prevenzione, di educazione sessuo-affettiva, di presidi antiviolenza e servizi territoriali”.
“È vergognoso strumentalizzare un femminicidio e quindi una vittima ed il dolore di una comunità” hanno invece replicato i consiglieri Locci e Roggero “per trasformare una questione di atti amministrativi, patrimonio pubblico e soldi dei contribuenti in un ricatto morale contro chi chiede trasparenza. Davanti a una tragedia non esistono bandiere: esistono rispetto, cordoglio e la necessità di rafforzare prevenzione e protezione. Punto. Ed è proprio per questo che va fatta una distinzione netta, che qualcuno prova deliberatamente a confondere”.
“Ad Alessandria” hanno aggiunto i due capigruppo “esiste già un centro antiviolenza riconosciuto e accreditato, gestito da me.Dea, che svolge un lavoro serio e fondamentale nel contrasto alla violenza di genere. Quel lavoro va sostenuto senza ambiguità, senza strumentalizzazioni e senza sovrapposizioni. Cosa ben diversa è l’attività di collettivi politici che, sotto le spoglie di un fine nobile, rivendicano esplicitamente di “fare politica” e allo stesso tempo solidarizzano e partecipano a mobilitazioni che hanno prodotto violenza reale e denunce reali. È un dato di fatto, non un’opinione”.
“Respingiamo con forza il tentativo di far passare come “accanimento” ciò che è semplicemente controllo democratico. Chiedere legalità e trasparenza non è un’opinione: è un dovere, soprattutto quando si parla di patrimonio pubblico. Il tema è semplice e resta quello:
• un immobile comunale di valore rilevante viene messo a disposizione per 9 anni, con possibilità di arrivare fino a 18;
• dagli atti emerge un quadro in cui utenze e manutenzioni restano a carico del Comune;
• il percorso seguito, per durata e impatto, assomiglia a una concessione pluriennale di fatto di un immobile in cui verranno svolte anche attività economiche, senza un passaggio politico chiaro e trasparente in Consiglio comunale”.
“A questo” hanno spiegato gli esponenti di Fratelli d’Italia e Lega “si aggiunge un punto che la loro stessa comunicazione rende impossibile negare: “Sì, facciamo politica”. Benissimo. Ma allora è ancora più evidente che non si può pretendere di utilizzare un bene pubblico di questa portata come se fosse “neutro”, chiedendo contemporaneamente che i cittadini paghino e che nessuno faccia domande. Qui emerge tutta l’ipocrisia: si parla di “disinnescare la violenza”, ma nella pratica si solidarizza e si partecipa a mobilitazioni che hanno prodotto violenza. Ad Alessandria, per la manifestazione pro-Pal del 2 ottobre 2025, risultano 17 denunce per resistenza e lesioni, denunce che vengono persino rivendicate pubblicamente da sigle tra cui compare anche Casa delle Donne TFQ. Quindi no: non si può fare la morale agli altri e poi rivendicare assalti ai cordoni della Polizia, denunce per resistenza e lesioni, mentre si pretende gratis un immobile pubblico e costi a carico dei cittadini. Noi diciamo una cosa:
• massimo rispetto per le vittime e per chi lavora seriamente sul contrasto alla violenza, come i centri accreditati;
• tolleranza zero verso chi usa tragedie e parole sacre come “antiviolenza” per zittire il controllo su atti, competenze e soldi pubblici.
“La segnalazione depositata chiede una cosa che dovrebbe stare a cuore a tutti: regole uguali per tutti, trasparenza totale soprattutto quando si parla di patrimonio comunale e di spese a carico dell’intera comunità”.