Autore Redazione
venerdì
27 Febbraio 2026
05:55
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Politica - Alessandria

“Non siamo giullari”: Vanin (associazione Idea) su Laura Pausini e il coro delle persone con disabilità a Sanremo

“Non siamo giullari”: Vanin (associazione Idea) su Laura Pausini e il coro delle persone con disabilità a Sanremo

ALESSANDRIA – “Non siamo giullari da tirare fuori quaranta secondi per fare audience”. Il presidente dell’associazione Idea di Alessandria, Valerio Vanin, ha criticato la scelta di far esibire sul palco di Sanremo i ragazzi con disabilità dell’associazione Anffas (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo) di La Spezia. Durante la serata di mercoledì, infatti, anche la co-conduttrice Laura Pausini ha cantato con loro la canzone “Si può dare di più” di Tozzi, Morandi e Ruggeri.

Da oltre tre anni Vanin sta guidando una delle associazioni alessandrine più longeve nel supporto alle persone con disabilità, fondata nel 1990 da Paolo Berta. Il presidente di Idea, in particolare, non ha gradito il messaggio scritto sulle magliette rosse indossate dalle ragazze e dai ragazzi di Anffas: Sono come te. “Purtroppo no, Laura Pausini, le persone con disabilità non sono come te. E mandare questo messaggio a Sanremo è sbagliato. Io, e tante altre persone, dalla condizione di disabilità non possono uscire. Non è temporanea, e soprattutto pervade ogni ambito della mia vita: da quello sociale, a quello affettivo-sessuale, fino a quello economico. Perché se lavoro, in Italia non ho più diritto alla pensione di invalidità, e col mio stipendio devo pagare le tasse, ho le spese fisse, e devo pure pagarmi certe medicine o certi servizi non compresi nel sistema pubblico. Le persone con disabilità hanno esigenze e ritmi di vita che non sono quelli di tutti gli altri. Un lunedì qualsiasi il corpo smette di funzionare, la mente non collabora, ci sono cose da fare e non sei nelle condizioni di farle sebbene tu debba”.

“Mi rifiuto, da sempre, di fare della disabilità una condizione positiva” ha concluso il consigliere comunale del Partito Democratico è un inferno costante, a malapena reso sostenibile da un po’ di fantasia e spirito di sopravvivenza. La sofferenza di una persona con disabilità non dura solo 40 secondi, 6 mesi, un anno. È una sentenza a vita, resa ancora più difficile dall’assenza di sensibilizzazione ed educazione sociale, di strumenti normativi ed economici, di interventi politici e amministrativi”.

Foto tratta da Rai Play

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