24 Marzo 2026
18:56
Caso Bisteccheria d’Italia: le opposizioni in Regione Piemonte invocano le dimissioni di Elena Chiorino
TORINO – Il terremoto politico che, a livello nazionale, ha provocato le dimissioni da Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove ha toccato anche il Piemonte. Questo martedì, infatti, i partiti di minoranza in consiglio regionale hanno infatti chiesto le dimissioni della vicepresidente Elena Chiorino, anch’essa coinvolta insieme all’Onorevole Delmastro nel caso “Bisteccheria d’Italia“: come rivelato da uno scoop del giornalista Alberto Nerazzini su Il Fatto Quotidiano, a gestire questo ristorante romano era la società “Le 5 Forchette”, il cui 5% delle quote apparteneva alla stessa Chiorino e un altro 5% al consigliere regionale di FdI, Davide Eugenio Zappalà. Tutti gli esponenti del partito di Giorgia Meloni hanno poi venduto le loro quote dopo la condanna definitiva di Mauro Caroccia per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa. A detenere il 50% delle quote de “Le 5 Forchette”, infatti, era la figlia 18enne di Caroccia, Miriam.
A Palazzo Lascaris le forze di opposizione hanno quindi alzato la voce, abbandonando l’aula nella seduta dedicata al ricordo delle vittime innocenti della mafia. “Il punto non è se sono o non sono responsabili di qualche reato” ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio Regionale e consigliere Pd Domenico Ravetti “dalle letture a nostra disposizione, almeno fino ad oggi, emergerebbe addirittura che non siano stati sottoposti ad indagini. In ogni caso la nostra competenza non è dentro la dimensione giudiziaria, quella interessa la Magistratura. Diciamo però che il Consiglio regionale deve essere informato dei fatti e che la dimensione di nostra competenza è quella politico istituzionale. Lì dentro vedo delle ombre che possono essere tolte solo nella discussione d’Aula. Forse”.
“Il silenzio assordante di questa mattina a Palazzo Lascaris è stato vergognoso” hanno tuonato i tre consiglieri del M5s Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio “da una settimana il Piemonte è sulle prime pagine dei quotidiani di tutta Italia per i fatti incresciosi che stanno riguardando alcuni esponenti di vertice di Fratelli d’Italia in Piemonte. Ma oggi, evidentemente, la Destra pensava di arrivare in Consiglio regionale e fare finta di niente. Fin dal primo momento abbiamo chiesto con ogni mezzo un’informativa urgente in aula al presidente Cirio, rimarcando la necessità di ricevere ampi ed esaustivi chiarimenti sulla questione dalla vice presidente Chiorino e dal consigliere Zappalà. Cirio e Chiorino si sarebbero dovuti presentare in aula per spiegare al Consiglio regionale e ai cittadini piemontesi cosa è successo. Avrebbero dovuto fugare ogni dubbio, con la massima chiarezza possibile. Invece hanno deciso di nascondere la testa sotto la sabbia, disertando la seduta per “impegni istituzionali”. Al momento non sono aperte indagini a carico di Chiorino e Zappalà, ne siamo consapevoli, ma la questione per noi è un’altra: parliamo di etica, di opportunità politica, di trasparenza. Ciò che dobbiamo ai cittadini della nostra Regione. Delle due l’una: o gli esponenti di Fratelli d’Italia sapevano con chi avevano a che fare, e ciò sarebbe molto grave, oppure non sapevano nemmeno con chi facevano affari, e ciò li renderebbe totalmente inadeguati a ricoprire qualsiasi incarico istituzionale. Eppure, mentre a Roma si chiedono le dimissioni del Sottosegretario alla Giustizia Delmastro, in Piemonte si gira la testa dall’altra parte. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere, a seguito dei mancati chiarimenti richiesti in questi giorni, le dimissioni di Chiorino e, se non dovessero arrivare, la revoca delle deleghe e della vice presidenza. Si tratta di questioni che non possiamo derubricare a una comunicazione in Commissione consiliare o nella seduta di Consiglio regionale della prossima settimana. I chiarimenti dovevano arrivare immediatamente, non dopo due settimane. I cittadini non possono aspettare oltre. Ingiustificabile, inoltre, è stata la decisione di procedere alla lettura delle vittime innocenti delle mafie in occasione delle celebrazioni del 21 marzo, introdotta tramite un emendamento all’Omnibus – a firma Coluccio – diventato legge. Come Movimento 5 Stelle abbiamo chiesto in Consiglio di rinviare questo momento perché si svolgesse dopo l’informativa della Giunta, così da poter garantire un clima di maggiore serenità. La maggioranza ha deciso di proseguire con la celebrazione e, di conseguenza, abbiamo convenuto di lasciare l’aula in protesta e organizzare un momento dedicato alla lettura dei nomi sotto Palazzo Lascaris, di fronte all’esposizione dedicata alla memoria di Falcone e Borsellino”.
“La vicepresidente della Regione Elena Chiorino – e con lei il consigliere Zappalà – ha fondato una società con la figlia 18enne di un prestanome del clan di camorra Senese, ha omesso di dichiarare la partecipazione societaria nella dichiarazione di trasparenza, si è accodata alle bugie di Delmastro rispetto al fatto che la ragazza fosse per lui – e quindi per loro – una sconosciuta“ hanno aggiunto le consigliere di Alleanza Verdi Sinistra Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro “in tutta questa settimana, nonostante le richieste delle opposizioni in Consiglio Regionale, Chiorino è riuscita soltanto a dire che è “tranquillissima” e ha negato le comunicazioni in aula che avevamo chiesto per oggi, provando a sostituirle con un’audizione a porte chiuse in commissione legalità. La destra ha preso altro tempo e ha infine concesso un’informativa in Consiglio soltanto per la prossima settimana, ma per noi c’è un’unica opzione: Chiorino si deve dimettere, non può continuare a rappresentare il Piemonte con l’ombra inquietante di questa vicenda. È una questione macroscopica di opportunità politica e rispetto istituzionale, che nulla ha a che vedere con il garantismo e con la giustizia penale. Se non lo fa, visto che il senso delle istituzioni di Fratelli d’Italia è labile (prova ne sia la presenza di Zappalà oggi in aula anche durante la lettura dei nomi delle vittime di mafia, come se nulla fosse) sia il Presidente Cirio a revocarle le deleghe, come chiediamo con la mozione unitaria delle opposizioni depositata oggi”.
Dalla maggioranza hanno replicato i capigruppo Carlo Riva Vercellotti (Fratelli d’Italia), Silvio Magliano (Lista Cirio), Paolo Ruzzola (Forza Italia) e Fabrizio Ricca (Lega): “Nella seduta dedicata al ricordo delle vittime innocenti della mafia, il dovere del Consiglio nella sua interezza sarebbe stato quello di manifestare il doveroso riconoscimento per il loro sacrificio. Dispiace invece constatare che la minoranza abbia preferito comportarsi in maniera irrispettosa, chiedendo prima la sospensione dei lavori e abbandonando successivamente l’aula. Soprattutto dopo la manifestazione di totale trasparenza da parte della maggioranza e della Giunta, che ha accettato di venire in Consiglio la prossima settimana per l’informativa richiesta dalla minoranza, ci saremmo aspettati da parte loro perlomeno correttezza e responsabilità. Rifiutarsi di presenziare ad un momento solenne di ricordo delle vittime per mafia è sintomatico del livello di strumentalizzazione a cui ha deciso di abbassarsi la minoranza pur di guadagnare un po’ di spazio mediatico. Così facendo ha svilito il senso di questa commemorazione”.