Autore Redazione
mercoledì
25 Marzo 2026
19:17
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Politica - Torino

Chiorino non è più vicepresidente del Piemonte: “Grave leggerezza in buona fede”. Protesta la minoranza

Chiorino non è più vicepresidente del Piemonte: “Grave leggerezza in buona fede”. Protesta la minoranza

TORINO – Il giorno dopo le proteste dei partiti di minoranza Elena Chiorino ha rappresentato al presidente Alberto Cirio la volontà di restituire la delega alla vicepresidenza della Regione Piemonte: un passo indietro della esponente di Fratelli d’Italia dopo il suo coinvolgimento nel caso della “Bisteccheria d’Italia“. Insieme all’ex Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, infatti, Chiorino deteneva una parte di quote (il 5%), della società “Le 5 Forchette” che gestiva il ristorante romano: quote che tutti gli esponenti di Fratelli d’Italia coinvolti hanno ceduto pochi giorni dopo la condanna definitiva per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa di Mauro Caroccia, padre della 18enne Miriam, proprietaria del 50% de “Le 5 Forchette”.

Chiorino, però, non uscirà dalla giunta: resterà infatti assessore con le deleghe operative a lei già assegnate (Istruzione, Lavoro, formazione professionale, ndr), in particolare quelle legate ai dossier più delicati e urgenti relativi alle crisi aziendali come ex Ilva, Lear e Konecta. 

«Sono una persona rigorosa e perbene: ho commesso una grave leggerezza che non mi perdono ma che ho compiuto in assoluta buona fede. E di questo chiedo scusa ai cittadini. Il mio modo di chiedere scusa è rinunciare e restituire la delega più importante tra quelle che assegna il presidente, ovvero quella di rappresentare l’ente in sua assenza» ha spiegato l’assessore Elena Chiorino. «In riferimento alla richiesta di chiarimenti ribadisco che sono pronta fin da ora a fornire tutte le spiegazioni relative a questa vicenda di fronte all’aula del Consiglio regionale perché sono una persona trasparente e non ho nulla da nascondere».

«Apprezzo il gesto di Elena Chiorino, perché di fronte a questi fatti era necessario dare un segnale e il segnale è che le istituzioni vanne sempre tutelate e messe in sicurezza – le parole del presidente Alberto CirioCome ho già avuto modo di dire sette anni di conoscenza e di lavoro insieme mi hanno dimostrato la sua capacità e la sua correttezza su cui non nutro alcun dubbio. Tuttavia, anche se ha posto rimedio non appena compresa la situazione, la leggerezza che ha compiuto è stata grave, perché fatta da chi ha ruoli istituzionali importanti e necessitava di una reazione da parte della Regione. Reazione che, come è mia consuetudine, è stata ragionata ed equilibrata: la mia è la scelta di un presidente che non si gira dall’altra parte perché ha a cuore il bene delle istituzioni».

Questa decisione viene assunta al termine di una giornata in cui il presidente si è confrontato con i partiti della sua coalizione e con i capigruppo di maggioranza. Il presidente procederà in serata alla firma degli atti e la vicepresidenza sarà assegnata all’assessore regionale Maurizio Marrone.

Un passo indietro non totale da parte della politica biellese che ha provocato le vibranti rimostranze dei partiti di minoranza. “Una decisione inaccettabile che offende i piemontesi” le parole dei consiglieri regionali Pd Pentenero e RossiChiorino ha sprecato l’unica occasione in cui avrebbe fatto bene a copiare Delmastro, riuscendo nell’impresa di comportarsi peggio della Santanché. Dopo le dimissioni del sottosegretario Delmastro per lo scandalo delle 5 Forchette e della ministra Santanchè è vergognoso che in Piemonte la maggioranza provi a far finta di nulla. Ma non possono esistere due pesi e due misure. Dopo i fatti gravi, le bugie e i silenzi di questi giorni Chiorino difende la sua poltrona e Cirio si preoccupa degli equilibri di maggioranza. Entrambi, però, dovrebbero anteporre l’onorabilità dell’istituzione agli interessi dei singoli o dei partiti. Le forze di maggioranza votino la mozione delle forze di opposizione martedì in aula. Ma il senso etico e il rispetto dell’istituzione richiederebbero che Chiorino rassegnasse le dimissioni o, in alternativa, che il Presidente agisse con fermezza revocandole le deleghe”. 

Ci troviamo di fronte a una scelta incomprensibile e imbarazzante, che va ben oltre la soglia del ridicolo” hanno sottolineato i consiglieri del Movimento 5 Stelle Disabato, Coluccio e UniaLa richiesta di un passo indietro –  avanzata dal Movimento 5 Stelle, così come da altre forze di opposizione – non era una mera formalità a cui rispondere con risibili manovre che mirano a limitare i danni, mantenere lo status quo e apportare una minima correzione negli assetti interni al governo regionale. Questa è, a tutti gli effetti, una vera e propria farsa. Lo ribadiamo a gran voce: Chiorino deve dimettersi. Non possiamo più ritenere opportuna la sua presenza in Giunta, anche a fronte di questa ennesima presa in giro”

“Chiorino non pensi che basti rimettere una delega per cavarsela: non pretendano di far passare come “leggerezza” il fatto di essere stata socia in affari di una famiglia prestanome della mafia, né di non aver dichiarato quella partecipazione societaria. Rimuoverla da vicepresidente ma continuare a tenerla al Governo della Regione è una farsa indegna, una mancanza di rispetto totale nei confronti dei piemontesi e dell’istituzione” le parole delle consigliere di Alleanza Verdi Sinistra Ravinale, Marro e Cera “presidente ed (ex) vicepresidente prendono in giro i piemontesi in un modo così plateale da trasformare il Piemonte nella regione zimbello d’Italia. Chiediamo al presidente Cirio di sottrarsi a questo gioco indecente e di rimuoverla dalla Giunta: lo scandalo de Le 5 forchette S.r.l. può solo peggiorare, Chiorino non è nelle condizioni di gestire deleghe delicatissime come quelle al Lavoro e all’Istruzione. Altro che “chi sbaglia paga”, Cirio e FDI in questo modo ci dicono che l’onorabilità delle istituzioni non conta. Uno schiaffo a tutti i cittadini perbene che credono davvero nel valore della legalità, che mostrano a tutti di che pasta è fatta questa destra prepotente e arrogante”. 

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