2 Aprile 2026
05:45
Far giocare di nuovo a palla dove ora è vietato, se non ci sono pericoli: la proposta del Pd Alessandria
ALESSANDRIA – Proprio quando la Nazionale Azzurra ha inferto a tutti i tifosi italiani l’ennesima delusione, con la terza mancata qualificazione ai Mondiali, ad Alessandria il Partito Democratico punta a incentivare la passione per il pallone tra i più piccoli. In particolare il consigliere comunale di maggioranza Jonathan Farahat ha firmato una mozione che chiede alla giunta Abonante di togliere il divieto di giocare a palla nelle aree dove oggi è vietato, in assenza di pericoli per la sicurezza o la circolazione.
Come spiegato dallo stesso giovane politico alessandrino, infatti, in diverse zone della città (piazze, aree pedonali e spazi pubblici non destinati al transito veicolare, ad esempio ai giardini davanti alla stazione, come si vede nella foto in basso) è in vigore questo divieto: “Una cartellonistica si rifà all’articolo 18 del Regolamento di Polizia Urbana, il quale però” ha spiegato Farahat “si limita a vietare l’uso di oggetti e giochi “sul suolo pubblico adibito a transito” e solo se “possa recare intralcio alla circolazione”, senza prevedere un divieto assoluto al gioco della palla su tutte le aree pubbliche”.
Di contro, ha invece rimarcato l’esponente della maggioranza, “lo Statuto Comunale di Alessandria riconosce la “centralità della persona” e il diritto allo sviluppo individuale, lo sport come “componente della vita sociale e culturale dei cittadini” e la promozione della qualità della vita in ogni fase, inclusa l’infanzia”. “Lo spazio pubblico è, per sua natura, un luogo di incontro, libertà e socialità. Le città più vivibili non sono quelle che moltiplicano i divieti, ma quelle che tutelano e incentivano l’uso condiviso, inclusivo e attivo dello spazio urbano, specie da parte dei più giovani”.
Tra le originali proposte di Farahat anche quella di “sostituire i cartelli rimossi con una segnaletica positiva per incentivare il gioco della palla nel rispetto di tutti, oppure con su scritto che giocare è un diritto. In alternativa si potrebbe coprire la parola “vietato” con la parola “incentivato”, correggendo la cartellonistica esistente in modo coerente con lo spirito dello Statuto Comunale, evitando allo stesso tempo la produzione di nuova segnaletica. Occorrerebbe infine promuovere, anche tramite la Consulta dei Giovani e le associazioni di quartiere, una campagna per il diritto al gioco e per la cura condivisa degli spazi pubblici”.