4 Febbraio 2026
12:35
Imprese, Pavia chiude il 2025 in lieve crescita. Cremona stabile, Mantova in calo
PROVINCIA DI PAVIA – Il 2025 si chiude con un quadro di sostanziale stabilità per il tessuto imprenditoriale dei territori di Cremona, Mantova e Pavia, secondo i dati sulla natimortalità delle imprese elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio. Nel confronto tra le tre province, Pavia emerge come il territorio più dinamico, con un saldo positivo tra aperture e chiusure, mentre Cremona mantiene l’equilibrio e Mantova registra una flessione.
Nel complesso, il Registro Imprese della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia conta 107.917 aziende registrate a fine 2025, con un tasso di crescita complessivo pari a +0,02%, in linea con un quadro nazionale (+0,17%) e regionale (+0,36%) comunque positivo. A livello lombardo il contesto appare diviso, con metà delle province in crescita e metà in contrazione: ai vertici si collocano Milano, Lecco e Monza Brianza, mentre nelle ultime posizioni figurano Mantova, Varese e Como.
Pavia: saldo positivo e imprese attive in aumento
La provincia di Pavia chiude l’anno con un tasso di crescita del +0,15%, frutto di un saldo positivo di 66 imprese tra iscrizioni e cessazioni. Le aziende registrate sono 44.825, mentre le imprese attive raggiungono quota 39.826, in aumento del +0,26% su base annua, dato che si distingue rispetto al calo registrato in Lombardia e in Italia.
Crescono soprattutto le società di capitali (+1%), a fronte di una sostanziale stabilità delle ditte individuali e di una lieve flessione delle società di persone (-0,7%) e delle altre forme giuridiche (-0,2%). Dal punto di vista settoriale, persistono difficoltà nei comparti tradizionali – agricoltura, manifattura, commercio, costruzioni, trasporti e turismo – mentre mostrano segnali positivi le attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,60%) e il comparto finanziario e assicurativo (+0,25%).
In lieve contrazione il comparto artigianale pavese, che chiude l’anno con 13.142 imprese, un saldo negativo di 5 unità e un tasso di crescita del -0,04%. Le maggiori criticità si concentrano nel commercio e nella ristorazione, mentre risultano in crescita agricoltura, costruzioni e attività professionali.
Cremona: equilibrio complessivo e tenuta delle imprese attive
Situazione di quasi perfetta stabilità per la provincia di Cremona, che registra un tasso di crescita del +0,01% e un saldo positivo di 2 imprese, per un totale di 27.664 aziende registrate. Le imprese attive sono 24.815, in crescita del +0,27% su base annua.
Anche qui si rafforzano le società di capitali (+0,7%) e, in misura più contenuta, le ditte individuali (+0,1%), mentre calano le società di persone (-1,1%). Il quadro settoriale mostra una diffusa, seppur contenuta, contrazione dei comparti tradizionali, con segnali positivi nelle attività professionali, nell’istruzione e nel settore finanziario e assicurativo. L’artigianato cremonese segna un leggero calo (-0,09%), con flessioni soprattutto in commercio e ristorazione.
Mantova: unico territorio in flessione
È Mantova a presentare il quadro più critico, con un tasso di crescita del -0,14% e un saldo negativo di 51 imprese. A fine 2025 le aziende registrate sono 35.428, mentre le imprese attive scendono a 32.000, con una diminuzione del -0,21% su base annua.
L’analisi settoriale evidenzia un calo diffuso nella maggior parte delle attività economiche tradizionali, dall’agricoltura alla manifattura, fino a commercio, trasporti e turismo. In controtendenza si muove il comparto finanziario e assicurativo (+1,21%). Anche l’artigianato mantovano risulta in contrazione, con 9.711 imprese e un tasso di crescita negativo (-0,19%).
Lo scenario
Come sottolineato dal presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio, i dati di fine anno restituiscono l’immagine di un sistema imprenditoriale che, pur in un contesto complesso, mostra una buona capacità di tenuta, accompagnata da una progressiva trasformazione verso modelli più strutturati. Resta centrale, però, il tema del sostegno all’artigianato e alle imprese tradizionali, soprattutto in una fase di rallentamento tipica dell’ultima parte dell’anno.