Autore Redazione
martedì
17 Febbraio 2026
09:02
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Cronaca - Broni-Casteggio

Broni: “Nessuna fibra da amianto in dispersione secondo Arpa”

Broni: “Nessuna fibra da amianto in dispersione secondo Arpa”

BRONI – Nessuna fibra di amianto in dispersione. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio di Arpa Lombardia, svolto lo scorso novembre con centraline posizionate in via Eseguiti e nell’area Italcementi e trasmesso al Comune in questi giorni. La concentrazione risulta inferiore al limite di rilevabilità (0,2 fibre per litro), quindi sotto la soglia al di sotto della quale il metodo non riesce a misurare la presenza di fibre nell’aria. Anche il dato sulle “fibre aerodisperse” va letto nello stesso senso: sul campione analizzato le eventuali tracce sono risultate inferiori alla quantità minima necessaria per un conteggio significativo.

“Sono esiti che confermano un trend consolidato negli anni, ma non per questo si può abbassare la guardia – commenta il sindaco Antonio Riviezzi. L’impegno del Comune prosegue su più livelli: monitoraggi, attenzione costante e soprattutto un lavoro concreto per ridurre le situazioni di rischio ancora presenti, affiancando i proprietari privati con strumenti e risorse dedicate. Ogni rimozione è un passo in avanti verso una Broni davvero libera dall’amianto”. Nel percorso, aggiunge Riviezzi, rientra anche il nuovo liceo, che permetterà di dismettere l’ultimo edificio pubblico che contiene cemento-amianto, grazie allo stanziamento della Provincia per la progettazione e al confronto avviato nelle ultime settimane.

Un capitolo centrale riguarda le coperture private. Secondo i dati aggiornati al 9 febbraio, le coperture già bonificate o risultate non contenenti amianto sono 139.167 metri quadrati, pari a circa il 64,71% del totale emerso dalla mappatura del 2016 (215.060 metri quadrati censiti, con 1.057 coperture “positive” individuate anche con l’uso di droni). Ad oggi hanno avuto riscontro e valutazione 922 coperture: 384 già bonificate per 104.380 metri quadrati, mentre altre 219 sono state poi accertate come non contenenti amianto, per ulteriori 34.787 metri quadrati.

Dal 2020 a oggi il Comune ha sostenuto la rimozione dell’amianto da aree e fabbricati privati con tre bandi, per uno stanziamento complessivo di 607mila euro. Nel primo bando (300mila euro) sono state accolte 49 domande e realizzati 32 interventi, con circa 115mila euro finanziati. Il secondo bando, del 2022 (185mila euro), ha visto 47 domande accolte, 39 interventi realizzati e circa 162mila euro finanziati, con una superficie rimossa stimata in circa 5.500 metri quadrati. Il terzo bando, del 2024, è ancora in corso: dotazione di 122mila euro, 26 domande accolte e rimozioni previste per circa 3.900 metri quadrati. Al 9 febbraio risultano già rendicontati 45.880 euro.

Per gli immobili pubblici di proprietà comunale, l’obiettivo viene indicato come già raggiunto da tempo, anche grazie alle risorse ottenute dopo la ridefinizione del perimetro del SIN. Tra gli interventi ricordati, le bonifiche dell’ex scuola elementare “Paolo Baffi” di via Gramsci e dell’ex centro Avis all’ospedale Arnaboldi, con un lavoro che ha interessato circa 6.600 metri quadrati, oltre ad altre rimozioni e demolizioni come quella della palazzina Avis.

Il tema, però, non riguarda solo cantieri e rimozioni, ma anche cura e prevenzione. Alla Casa di Comunità di Broni, nell’area dell’ex ospedale, è attivo anche il Centro per il Mesotelioma, un ambulatorio di primo livello con specialista pneumologo ed équipe multidisciplinare per la presa in carico del paziente e della famiglia.

“A Broni il tema non può essere ridotto a una questione ambientale in senso stretto: qui la tutela passa anche dalla capacità di costruire risposte sanitarie stabili, accessibili, vicine alle persone – sottolinea il vicesindaco e assessore a Promozione politiche per la salute e Ambiente Nicola De Bernardi. In questa direzione va la Casa di Comunità. E dentro questo quadro il Centro per il Mesotelioma è un presidio fondamentale, perché garantisce percorsi chiari e aiuta i pazienti e le famiglie a non sentirsi soli di fronte a diagnosi complesse”.

Sullo sfondo resta il tema del SIN ex Fibronit. Nelle scorse settimane la giunta ha approvato il via libera alla firma del nuovo Accordo di programma, che mette a disposizione poco più di 1 milione di euro (risorse derivanti dalle economie del secondo lotto) per completare accertamenti tecnici, aggiornare il quadro dell’area e predisporre la progettazione del terzo lotto, oltre a proseguire il monitoraggio delle fibre aerodisperse.

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