25 Marzo 2026
05:30
Export 2025, Pavia cresce ma resta il nodo del forte disavanzo commerciale
PROVINCIA DI PAVIA – Nel 2025 l’export italiano torna a crescere, segnando un +3,3% in valore rispetto all’anno precedente secondo i dati Istat. Un risultato positivo che arriva però in un contesto internazionale complesso e con dinamiche territoriali differenziate, soprattutto nell’ultima parte dell’anno, caratterizzata da una lieve flessione congiunturale.
Nel Nord-Ovest, l’incremento complessivo si attesta al +2,3%, per un valore superiore ai 239 miliardi di euro. In questo quadro la Lombardia conferma la propria solidità, con una variazione positiva dello 0,8%, sostenuta in particolare dal comparto farmaceutico e chimico. Non mancano tuttavia segnali contrastanti: accanto alle buone performance di territori come Varese, Milano registra uno dei contributi negativi più rilevanti a livello nazionale.
È in questo scenario che si inseriscono i dati dell’area della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, che nel 2025 evidenzia un quadro complessivamente positivo. Le esportazioni crescono del +3,4%, raggiungendo circa 19,8 miliardi di euro, mentre le importazioni aumentano del +2,7% fino a 25,15 miliardi. Il saldo commerciale resta negativo (-5,37 miliardi), ma il sistema produttivo locale dimostra una buona capacità di tenuta.
A livello provinciale, tutte e tre le realtà chiudono l’anno con segno positivo. Mantova si distingue con un +6,4%, posizionandosi tra le province più dinamiche della Lombardia. Seguono Pavia (+2%) e Cremona (+1,1%), entrambe in ripresa, seppur con ritmi più contenuti.
Un contributo importante che rafforza anche il dato regionale lombardo, che si mantiene positivo (+1,8%) nonostante le difficoltà di territori chiave come Milano, Lodi e Como.
“I dati confermano la tenuta complessiva delle esportazioni nonostante un contesto globale complesso, segnato da tensioni geopolitiche e incertezze economiche” sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Gian Domenico Auricchio. “Le imprese dovranno continuare a puntare su innovazione, diversificazione dei mercati ed efficienza per affrontare uno scenario internazionale sempre più instabile”.
Cremona: export in crescita, ma pesa l’aumento delle importazioni
La provincia di Cremona chiude il 2025 con esportazioni oltre i 6,1 miliardi di euro (+1,1%) e importazioni in forte crescita (+9,3%) sopra i 7,1 miliardi. Il saldo commerciale resta negativo per oltre un miliardo di euro. A trainare l’export sono soprattutto i mezzi di trasporto (+14,5%) e il settore alimentare (+6,8%), insieme a chimica e metalli. In difficoltà invece i comparti tecnologici, con cali per elettronica, macchinari e tessile. Dal punto di vista geografico, crescono le vendite verso Romania, Spagna e Paesi Bassi, mentre calano verso Germania, Francia e Stati Uniti.
Mantova: forte crescita e saldo positivo
Mantova è la provincia più dinamica del territorio, con esportazioni oltre gli 8,1 miliardi (+6,4%) e importazioni in lieve calo (-0,5%). Il saldo commerciale è positivo per oltre 1,1 miliardi di euro. Exploit per il comparto moda (+77,9%) e per l’agricoltura (+25,2%), ma crescono anche macchinari e alimentare. In calo invece metalli, trasporti e chimica. I mercati europei restano centrali: bene Spagna, Francia, Germania e Austria. In flessione invece Stati Uniti e Regno Unito.
Pavia: stabilità e forte dipendenza dall’estero
Pavia registra un andamento più stabile, con export a 5,5 miliardi (+2%) e import a 11 miliardi (+0,9%). Il saldo resta fortemente negativo (-5,5 miliardi). Tra i settori in crescita spiccano farmaceutico, chimica e mezzi di trasporto, mentre calano metalli e macchinari. Sul fronte delle importazioni, balzo record per i prodotti farmaceutici (+103,8%) e petroliferi. A livello geografico, crescono le esportazioni verso Stati Uniti e Spagna, mentre calano verso Germania e Paesi Bassi.
Uno scenario complesso ma resiliente
Nel complesso, il 2025 conferma la resilienza del sistema produttivo locale, capace di crescere nonostante un contesto internazionale incerto. Tuttavia, restano criticità legate alla dipendenza dalle importazioni e alla volatilità dei mercati globali. La sfida per il futuro sarà rafforzare la competitività delle imprese attraverso innovazione e apertura verso nuovi mercati, in un equilibrio sempre più delicato tra crescita e stabilità.