Cronaca - Pavia

Nuovo PGT a Pavia: stop agli allevamenti intensivi e al fotovoltaico a terra

PAVIA – Stop ai nuovi allevamenti intensivi e giro di vite sugli impianti fotovoltaici a terra. È questa la linea tracciata dall’Amministrazione comunale di Pavia nella bozza del nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT), che introduce nel Piano delle Regole criteri stringenti per disincentivare interventi ritenuti impattanti su ambiente, paesaggio, salute pubblica e benessere animale.

Negli ultimi anni il territorio pavese ha visto crescere il numero di allevamenti intensivi e parchi fotovoltaici realizzati su suolo agricolo. Un fenomeno che, secondo il Comune, ha comportato consumo di suolo, trasformazioni paesaggistiche significative e criticità ambientali legate allo sfruttamento intensivo delle risorse naturali. Pur non potendo vietare in modo assoluto queste attività, competenza che non spetta ai Comuni, l’Amministrazione ha scelto di intervenire introducendo regole che ne rendano più complessa e meno conveniente la realizzazione, orientando lo sviluppo verso modelli più sostenibili.

Gli allevamenti intensivi non sono fabbriche come le altre – dichiara l’assessore all’Ambiente Lorenzo GoppaSono luoghi in cui esseri senzienti vengono sfruttati in modo sistematico, con un impatto enorme sull’ambiente e sulla salute pubblica. Come amministrazione abbiamo il dovere di prendere posizione: gli animali non possono essere trattati come merce e il territorio non può continuare a pagare il prezzo di questo modello“.

Nel dettaglio, per i nuovi allevamenti la bozza del Piano delle Regole prevede condizioni ambientali e territoriali precise: obbligo di impianto di depurazione delle acque reflue direttamente in loco; necessità che almeno il 50% della base alimentare degli animali sia garantita dalla superficie agricola aziendale, così da ridurre il ricorso a mangimi esterni; distanze minime dalle abitazioni fissate a 100 metri per gli allevamenti suinicoli e 50 metri per quelli di polli e bovini. Inoltre, il permesso di costruire dovrà essere accompagnato da un percorso preventivo di verifica ambientale, con Verifica di esclusione dalla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e, quando previsto, Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

Ampio spazio è dedicato anche alla regolamentazione del fotovoltaico a terra. In un documento di sei pagine, voluto dall’assessore Goppa e redatto dagli uffici comunali diretti dall’ingegner Giovanni Biolzi, vengono fissate linee guida molto restrittive. “Si intende puntare sull’installazione di pannelli solari su tetti, parcheggi e aree dismesse, evitando in ogni modo il consumo di suolo agricolo e naturale”, sottolinea l’assessore.

Le nuove prescrizioni stabiliscono priorità assoluta per superfici già impermeabilizzate o degradate e per le coperture esistenti. Non sarà consentito il consumo di suolo vergine né la sottrazione di terreni all’agricoltura. Esclusi anche interventi in aree boscate, nei corridoi ecologici o in zone che possano interferire con habitat naturali e con la rete ecologica regionale, provinciale e comunale.

Saranno dichiarati irricevibili i progetti che prevedano modifiche ad argini, fossi, canali irrigui, siepi, filari, zone umide e boschi, o che interrompano sentieri, percorsi ciclopedonali e itinerari di valore storico e culturale. Particolare attenzione è riservata ai vincoli paesaggistici e ambientali, particolarmente rilevanti in un territorio come quello pavese, in larga parte compreso nel Parco del Ticino e interessato da siti della Rete Natura 2000 e aree a rischio idrogeologico.

I progetti dovranno inoltre essere valutati nel loro impatto cumulativo, per evitare frammentazioni “a lotti” che ostacolino una visione complessiva degli effetti sul territorio. Le misure di mitigazione e compensazione ambientale dovranno rientrare in un disegno unitario e prevedere la messa a dimora delle specie vegetali prima della realizzazione dell’impianto. Sin dalla fase progettuale dovrà essere indicata la data di fine vita dell’impianto e il completo ripristino delle aree al termine dell’attività. Le recinzioni, infine, dovranno mantenere una distanza minima di 20 centimetri dal suolo, per consentire il passaggio della fauna selvatica.

È fondamentale adottare una visione di medio-lungo termine – conclude Goppa – per evitare che il fotovoltaico, pur essendo una fonte rinnovabile, diventi una nuova causa di degrado ambientale e consumo di suolo”.

Con l’inserimento di queste misure nella variante generale al PGT, il Comune ribadisce il proprio indirizzo politico: difendere l’ambiente, tutelare il paesaggio, proteggere gli animali e promuovere uno sviluppo realmente sostenibile, indirizzando investimenti verso la riqualificazione di aree già compromesse e l’utilizzo delle coperture esistenti, salvaguardando il suolo agricolo e gli habitat naturali per le generazioni future.

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