5 Marzo 2026
18:41
A Pavia lo spettacolo “Vestis et Vulnus”: dieci pazienti oncologiche raccontano la forza della rinascita
PAVIA – Dieci virtù come risorse interiori per attraversare i momenti più difficili, come un tumore. Venerdì 6 marzo alle 18 all’Almo Collegio Borromeo di Pavia va in scena “Vestis et Vulnus”: le allegorie dipinte nel Seicento da Cesare Nebbia nel Salone degli Affreschi, dedicate alle gesta di San Carlo Borromeo, “Santo della Peste”, prendono vita attraverso dieci pazienti oncologiche del territorio pavese.
Ogni donna racconterà il proprio viaggio nella malattia, guidata da una virtù che la rappresenta e dal valore universale del potenziale emotivo che ciascuno può ritrovare dentro di sé. Tra le protagoniste Noemi, tornata a cantare e dirigere un coro dopo un tumore al palato, che interpreterà “Oratio”, Carla, sopravvissuta a un osteosarcoma alla mascella, che sarà “Honor”, e Anita, che darà voce a “Perseverantia”, fermezza e resilienza nelle avversità.
L’evento, patrocinato dal Comune di Pavia, è promosso dal Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) che, in occasione dell’8 marzo, rende omaggio alle donne e alle loro storie di “confine”, inteso come soglia tra prima e dopo il tumore. Video e azioni sceniche live si alterneranno alla musica del Maestro Eros Cristiani e ai balletti della Scuola di Danza Città di Pavia, con la regia dell’artista e costumista Claudia Augusta Botta.
«Quando sono entrata nel Salone degli Affreschi, il ‘Genius loci’ del Borromeo mi ha chiamata» racconta Claudia Augusta Botta, sottolineando il filo tra Seicento e presente e spiegando come le allegorie siano state assegnate alle partecipanti in modo naturale, in base alle loro storie. «Gli abiti che indosseranno le pazienti non sono solo estetica: gli accessori diventano ‘protesi sentimentali’, estensioni dell’anima» aggiunge Botta. «Il titolo ‘Vestis et Vulnus’ esprime proprio questo: l’abito parla delle ferite che non vanno nascoste, ma rivestite di una nuova luce».
Silvia Meneghello, responsabile comunicazione CNAO, evidenzia il senso dell’iniziativa e il legame con l’approccio dell’ente: «In CNAO l’eccellenza clinica è fondamentale, ma non è sufficiente: accanto alla dimensione terapeutica c’è la persona», ricordando anche lo sportello di ascolto “Sessualità e cancro: parole che curano” attivato a Pavia.
Lo spettacolo dedicherà uno spazio anche al tema del linguaggio nella cura, con l’intervento del professor Giuseppe Antonelli, autore di “Il senso delle parole-Un’altra comunicazione è possibile”. «È evidente quanto sia grande il pericolo di usare parole sbagliate, tanto più in situazioni di vulnerabilità» spiega Antonelli, richiamando l’importanza di un’alleanza terapeutica basata su ascolto reciproco.
A contribuire all’evento anche Revlon (beauty partner), La Sartoria di Francesca (che ha confezionato gli abiti di scena) e le designer Ester Buratti e Matilde Giannetti (accessori). L’iniziativa ha inoltre ricevuto il patrocinio di diverse realtà del Terzo Settore, tra cui AMOS Onlus, Europa Donna Italia, Salute Donna Onlus e altre associazioni del territorio.