3 Febbraio 2026
05:32
Al Museo Teatrale alla Scala di Milano il Ring di Wagner torna protagonista
MILANO – In attesa del nuovo Ring des Nibelungen di Richard Wagner, che tornerà alla Scala dal 1° marzo 2026, il Museo Teatrale alla Scala ha aperto una mostra dedicata alla rivoluzione che ha cambiato per sempre il modo di leggere la Tetralogia. Fino al 3 maggio è visitabile “La rivoluzione del Ring-Visconti Ronconi Chéreau”, mostra a cura di Giovanni Agosti con allestimento di Margherita Palli. Un percorso che ripercorre la svolta interpretativa avvenuta negli anni Settanta, quando il Ring passa da una lettura simbolica a una chiave politica e sociologica, anche sulla scia del pensiero di T.W. Adorno.
La mostra racconta l’origine di questa trasformazione proprio alla Scala, quando il teatro affida un nuovo allestimento a Luchino Visconti, reduce da La caduta degli dèi e impegnato nelle riprese di Ludwig. La malattia del regista impedirà però la realizzazione del progetto. Dopo alcuni tentativi intermedi, nel 1974 il Ring viene affidato a Luca Ronconi con le scene di Pier Luigi Pizzi. La loro Walkiria, ambientata nel contesto borghese che aveva prodotto il melodramma, scuote pubblico e critica, creando uno dei casi più discussi della storia recente della Scala. Il progetto resterà incompiuto a Milano, anche a causa dell’abbandono del direttore Wolfgang Sawallisch, ma troverà compimento al Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Zubin Mehta. Quelle stesse idee confluiranno poi nel celebre allestimento di Bayreuth firmato da Patrice Chéreau con Pierre Boulez sul podio, presentato nel 1976 per il centenario del Festival.
All’interno del percorso espositivo trovano spazio anche tre olii di Mariano Fortuny, realizzati nel 1947 per un progetto wagneriano e oggi custoditi dall’Archivio storico-artistico della Scala, restaurati per l’occasione.
Sui pannelli del Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini”, è visibile anche “Risonanze Wagner-Visioni intorno al Ring”, mostra a cura di Gianluigi Colin e Mattia Palma. Quattro artiste contemporanee, Antonella Benanzato, Flaminia Veronesi, Chiara Calore e Federica Perazzoli, reinterpretano scene chiave delle quattro opere della Tetralogia, affrontando temi ancora attuali come potere, conflitto, trasformazione e fine.
Un doppio appuntamento che accompagna il ritorno del Ring alla Scala, a 150 anni dalla prima esecuzione del 1876 e a 100 anni dalla prima Tetralogia scaligera del 1926, confermando quanto l’eredità wagneriana continui ancora oggi a influenzare musica, teatro e immaginario contemporaneo.